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Ossessivo-Compulsivo 50% 40%
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lunedì, 30 aprile 2007 ore 19:26
Tempo fa (avrò avuto ventun anni, fate voi...) un mio amico mi mandocque una specie di prontuario rivolto agli uomini intitolato "Il Galateo del pxxxxxo" (la censura non l'ho messa io, mi era arrivato così) che suonava più o meno così: se volete che continuiamo a farvi i ponci®, vedete di comportarvi a sta maniera.

In associazione a questo l'altro giorno (in cui avevo ben più di ventun anni) non so perché ma mi tornocque in mente quella volta che andai al Muccassassina - e di nuovo si rimbalza al tempo dei miei ventidue, precisamente capodanno 2001-2002. Stavo girovagando un po' alticcia tra le varie sale, contemplando la fauna di drag queen su tachi vertiginosi, parrucche rosa shocking e stivali in pelle d'ippopotamo (e qui mi sa che mi toccherebbe una bacchettata per il politically scorrect; forse dovrei aggiungere una nota sui patetici finocchi in maglietta trasparente-aderente, così avrei il gusto di stare un paio d'orette a spiegare che patetico non è l'essere finocchi, ma il vestirsi da finocchi, per poi perdermi in digressioni sulla liceità della parola finocchi... e qui mi fermo perché mi stanno tornando su gli gnocchi al pesto).

Tuttavia lo spettacolo era a suo modo tenero e divertente e in fondo nessuno fino a quel momento mi aveva rotto le palle. Ma, non si sa bene perché, in questi luoghi che dovrebbero essere riservati al marpionaggio omotendente, c'è sempre qualche eterosessuale (e fin qui niente di strano) che si mette in testa di essere nel posto giusto per trovare da ciulare. Così, come ogni santissima volta che ho messo piede in una discoteca gay, mi si avvicina questo col cappello da Gionuèin e incomincia a chiedermi di ballare. Non so ballare. (Ho fatto due anni di disco dance e me ne vanto, ma la mia capacità di sculettare è molto selettiva.) Mi fanno male gli stivali. (Ho girato per le sale fino ad ora e sono in piedi nonostante i Negroski e le Caipirinhe, ma chissà come mai proprio adesso cominciano a farmi male.) Sono lesbica. (La balla più vicina al vero.)

Non c'è nulla che possa scoraggiare questi eroi del Centritalia. Così, un quarto d'ora dopo mi ritrovo a ballare svogliatamente co sto tizio (va detto che una volta l'idea di lasciare una cattiva impressione mi dava molta pena, per cui cadevo come un'allocca nei ricatti di quelli che ti fan passare per sgarbata...) che a un certo punto mi chiede se mi può baciare. Vuoi che alla fin fine il momento *trasgressivo* era pigliato anche a me, acconsento con fare magnanimo, aspettandomi una specie di corteggiamento in punta di labbra, e invece in men che non si dica mi trovo dieci/quindici centimetri di lingua dura come un palo a solleticarmi l'ugola, manco volesse cominciare da lì per il ponci® di cui sopra.

Risultato: magia svanita, mi divincolo come un'anguilla cosparsa di grasso di balena e raggiungo le mie amanti (una coppia di lesbiche) badando bene di farmi trovare abbarbicata alle loro tette qualora avessi incontrato nuovamente il cauboi de niatri.

[Riassunto del preambolo: aaaaaanni fa un tizio in discoteca mi ha abbordata e avendomi baciata in modo sgraziato (leggi: ci mancava poco che mi dicesse "E ora dica trentatrè") la cosa non ebbe seguito alcuno.]

La morale della fava è la seguente: bada a come baci.

Potrei sciorinare una serie di paragoni col bon ton domestico, tipo che infilare due metri di linguainbocca a quel modo è un po' come entrare senza bussare, con uno stereo in spalla e gli 883 a boccia in una stanza dove una virginea pulzella sta riposando in convalescenza, o come bere alla bottiglia a una degustazione di porto. Ma è molto più semplice restare nell'ambito e tenere conto che, come ho detto prima, il bacio è un corteggiamento.

Ora, per fortuna, nel bacio non ci sono regole, altrimenti sarebbe molto più eccitante una quadriglia piuttosto che un bacio ben dato. Col che non escludo quindi che si possa immediatamente passare al profondo. Ma molte donne, tra le quali la sottoscritta, devono essere introdotte ai fluidi corporei con un certo tatto, ivi inclusa la saliva, poiché ne hanno un'ancestrale repulsione - la quale, se tutto va bene, viene superata, ma solo contestualmente alla persona che ha saputo vincerla. Ogni volta si ricomincia da zero.

Per cui il mio consiglio è di iniziare a labbra chiuse.

Dopodiché. La resistenza/fobia iniziale è stata vinta e i petali di questo invitante bocciolo rosso si sono dischiusi (per coloro che avessero cominciato a leggere da qui: stiamo parlando del bacio sulla bocca).

La sua lingua è vostra: allora perché vi state agitando all'interno della sua bocca come un topo in gabbia in preda all'elettroshock? Prendetevela! Avvolgetela, coccolatela, non lasciatela a sé, sostenetela, accompagnatela... la vostra lingua dev'essere morbida e  forte allo stesso tempo. E se pensate che sia impossibile, vi assicuro che non lo è. Se riuscite ad assumere questo dominio sulla vostra lingua, potreste far venire una donna solo baciandola (e non esagero).

Flessibilità.
Truce a dirsi, ma la lingua deve avere le stesse qualità che si possono pubblicizzare in uno spazzolino da denti. Non sentitevi imbarazzati ad esercitarvi sul gelato, giocare con la frutta, e via dicendo. La lingua, al contrario del pene, è sostenuta un muscolo: più viene usata, più si rafforza e diventa agile.

Varietà!
Se ripetete lo stesso movimento ogni sacrosanta volta che baciate, se vi mettete nella stessa postura, a breve la malcapitata comincerà a farsi le unghie o accenderà la TV. Anche se avete trovato un modo di farlo che le piace, non vi sedete sugli allori. Vale la pena di perdere un punto di riferimento pur di non essere prevedibile. E lo stesso per la durata: alternate baci lunghi e passionali a baci corti, bocconi, baci in punta di labbra.

Empatia [canaglia]. Fate caso a quello che sta facendo la partner con la sua lingua, altrimenti è l'analogo di una conversazione in cui parlate solo voi. E' estremamente imbarazzante cercare di tener dietro a uno che fa di testa sua: quando capita, mi vien voglia di sbuffare e comincio a fantasticare anche qui di limette per unghie e telecomandi.

Bando alla parsimonia. Non abbiate paura di sciuparvi: le vostre cellule si rigenerano. Usate tutta la bocca. Apritela fino ai suoi limiti fisici se richiesto, usate i denti (a seconda del gusto della partner, ovviamente), tirate fuori la lingua. E' odioso trovarsi davanti uno squadrone di denti serrati à la 300, per quanto puliti possano essere.

(ça va sans dire, gli stessi discorsi sono altresì applicabili alla controparte femminile: solo che l'esempio di cui al preambolo è difficile che succeda nelle donne - o meglio, finora in genere i baci migliori li ho scambiati con loro; se peccano, semmai, tendono a farlo nell'ultimo punto da me illustrato.)

Sull'alito e sull'igiene non intendo esprimere giudizi. Il fumo di sigaretta è per me abbastanza odioso, il retrogusto di caffé non mi fa impazzire e posso capire che se uno ha da poco vomitato la faccenda si complichi un tantino, ma per il resto se ero sufficientemente presa non ho mai fatto caso a cosa avesse mangiato o da quanto fosse sveglio chi mi baciava... quanto all'alcool, l'ho sempre trovato eccitante in un bacio.


[Si accettano ulteriori suggerimenti e storie di vita baciata onde aiutare a perfezionare la sublime arte del bacio sulla bocca.]
(by deceptionisland)
Categorie: eros, consigli non richiesti

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martedì, 24 aprile 2007 ore 15:59
Firenze, 2-3 aprile 2007.

Primo giorno.

Dopo aver dormito un po' poco ed essermi accoccolata su un tenerissimo regionale che andava a prendere i passeggeri al portone, logico che mi appisolo. E così, passo dall'aria umida e frizzante della pianura padana mattutina ad un solare pomeriggio fiorentino nell'incoscienza. E mi sveglio nei pressi di Campo Marzio intabarrata come un tacchino che sto letteralmente evaporando.

Seguendo le indicazioni di Crocerossina, giungo a Santa Maria Novella e vago per un buon quarto d'ora alla ricerca del capolinea giusto, domandandomi nel frattempo come mai i biglietti dell'ATAF debbano essere lunghi venti centimetri.

La lotta contro il sonno è ardua, e non posso usare l'iPod perché devo fare attenzione alle indicazioni che l'autista dovrà darmi all'arrivo a Scandicci (indicazioni che, comunque, non mi darà ). Fatto sta che tutto è bene quel che finisce bene... o quasi, dato che il B&B in cui mi ha parcheggiata Crocerossina comincia a fare i capricci... così, mi accomodo in casa sua a gustare una pasta al salmone sotto i suoi 45 euro spesi bene.CIMG0990

Dopodiché mi ha cacciata di casa :D

Il primo giorno lo passo in perlustrazione. Ho prenotato un biglietto per la Galleria degli Uffizi all'orario salomonico delle 9:15 per il giorno dopo (6 euro di biglietto, 12 euro di prenotazione, te possino) e voglio approfittare di questo pomeriggio per perdermi.

Cosa che faccio senza difficoltà alcuna. Incredibile come mi faccia fregare dai negozi di souvenir (e poi sto cercando di mettere assieme i pezzi del mio vestito blé...), anche se poi alla fine non compro nulla.

Appurato che le Cappelle Medicee (un altro museo col quale ho un conto aperto da 15 anni) aprono solo di mattina (ari-te possino), non mi resta che andare a vedere la mostra di Cézanne a Palazzo Strozzi. Un po' troppo essenziale per i miei gusti (la mostra, non Cézanne).
CIMG1031
Nonostante i miei sforzi riesco a localizzare gli Uffizi; non mi riesce altrettanto con le Cappelle Medicee. Beh, si andrà alla ventura domani. In fondo ci ho messo appena tre ore a trovare Piazza della Signoria...

E riesco ad arrivare quasi in orario a Villa Naive, dove vengo a sapere che collauderò il loro divanoletto ( ma non ditelo a nessuno, veh) e vengo invitata a cena nel prestigiosissimo ristorante del fratello (oh, quel dolce m'ha strinato) e infine accompagnata a condividere un panorama strappacùore... (Uah! Guarda addò t'agge purtato!)

Per il resto, devo dire (di mia spontanea volontà, eh), che:
  • Crocerossina oltre che gnocca è una ragazza d'oro e Crocerossino è stato taaaanto fortunato a trovarla
  • I 45 euro sono stati spesi proprio bene
  • Il letto è comodissimo (è vero)
  • La casa è graziosissima (invidia), peccato che manchi un gatto
  • Crocerossino parla proprio come dice Iattolo
  • La commessa è una zoccola.
(aggiornerò la presente a data da destinarsi...)

CIMG1024

Secondo giorno


E' bello notare che anche se hai espressamente richiesto di esser svegliata ad ore antelucane, chi lo fa assume sempre un'espressione contrita se non è in confidenza con te. Così verso le sei e mezza cominciò la mia giornata numero due.
Erano secoli che non mi svegliavo con la musichetta delle anteprime del tiggì cinque.

Quindi sono uscita di casa con addosso un misto di freddo metabolico e metereologico (ché il clima fiorentino di aprile è vigliacco), indi per cui alla fermata del bus mi sono messa ad ascoltare a ripetizione i Rammstein, un po' come dire "ora conto fino a dieci, e tu spicciati a fare il tuo lavoro, stupida palla di idrogeno..."

Und die Welt zählt laut bis Zehn
(Eins) Hier kommt die Sonne
(Zwei) Hier kommt die Sonne
(Drei) Sie ist die hellste Stern von Allen
(Vier) Hier kommt die Sonne

Quand'ecco che finalmente dopo due o tre replay arriva l'autobus e superati i crocchi di palazzi vedo il pacioccone che si libra nell'aria bassa...

Die Sonne scheint mir aus den Augen
sie wird heut Nacht nicht untergehen

Ora però posso anche cambiare canzone, così attacco i Radiohead.

Hey man, slow down, slow down...

Rallentare? Qui c'è un cantiere a ogni crocevia. Se rallentiamo ancora finisce che faccio prima a piedi. Fortuna che ho fatto la brava, e anche oggi nonostante il mio senso dell'orientamento discutibile arrivo agli Uffizi in tempo. Che poi ho idea ne sia valsa la pena di farsi sgozzare con la prenotazione, dato che la coda arriva fino a Grosseto.

E così, il primo conto col passato si chiude...

(Che poi io sta mania di prestare le opere d'arte alle mostre temporanee non la capisco mica. Metti che venivo fin qua per vedere l'Annunciazione di Leonardo, che facevo, m'impiccavo? O il mio antenato duca di Urbino? Uff.)

Intendiamoci, quanto c'è basta e avanza, dalla raccolta di stampe di Albrecht Dürer al Tondo Doni di Michelangelo, dalla Madonna dal collo lungo del Parmigianino all'Autoritratto giovanile di Rembrandt (che ho riprodotto su lamierino di rame in seconda media), dalla Venere di Urbino di Tiziano alla Maestà di Giotto... lo so che sembro un catalogo, ma in realtà sto elencando quelle che sono le opere a cui si può dire sono affettivamente legata per imprinting.

Che poi sono rimasta venti minuti buoni a contemplare le due opere del Botticelli che mi porto appresso dalle elementari: la Primavera e la Nascita di Venere.




(seguono minuti di estatica commozione)

Menzione speciale va al primo dipinto che io  mai visto di Rosalba Carriera, un ritratto di Felicità Sartori. Se mi chiedete chi sia costei, ammetto di non sapervi rispondere né per quanto riguarda Rosalba, né tanto meno per quanto riguarda Felicità.
 
Tuttavia Rosalba Carriera era il nickname (o meglio uno dei nickname... il più usato era galuscio) di un utente d'un newsgroup... storia lunga e strappalacrime annessa - quindi ve la risparmio.
Ma non per quanto riguarda lui, ché sebbene una sottile attrazione ci sia sempre stata, non è mai andata al di là di qualche confessione semiseria (sono molto tentato, Topina... giacché tale era il mio nick, ahinoi).

Le due cose che mi ricordo meglio sono:
  • il suo lato femminile molto pronunciato che, lungi dal farne un individuo effeminato, lo rendevano particolarmente adatto ad ascoltare le lagnanze di una ventunenne (e rendevano il suo fake donna molto credibile)
  • il fatto che mi abbia regalato un libro di Tommaso Landolfi, Le due zittelle. Sì, mi è piaciuto. No, non vi dico perché... (se volete saperlo, leggetelo )
E dopo anni che non ci sentivamo, quale occasione migliore di violare il regolamento del museo e mandargli un messaggio. Al quale ha risposto. Eh, caro vecchio galuscio. (Ciao! Sei simpaticissimo!)

Ma soprattutto una volta che credevo finita la mostra mi arriva la mazzata finale. Il Caravaggio.
Non mi aspetto che i più capiscano l'amore incondizionato e folle che ho per il Caravaggio... tale da spingermi a vagabondare tre ore per Roma sotto la pioggia alla ricerca di San Luigi dei Francesi (ma ne parlerò più avanti...).

E siccome mi mancano le parole...



(seguono molti più minuti di estatica commozione)

...che poi quando avevo preso una cotta per il cantante dei Crash Test Dummies... (sì, quello un po' troglodita) ricordo benissimo che la copertina del loro album God Shuffled His Feet riprendeva le loro facce trapiantate su dipinti caravaggeschi. Tra cui il Bacco. Ecco.

Mi rimangono da espugnare le Cappelle Medìcee, devo fare in frettissima! Ho un'ora di tempo, e si tenga conto che non ho idea di dove siano. Anche perché se non mi spiccio a tornare a Scandicci in tempo le porte di Villa Naive mi saranno chiuse per sempre... (salvo fermarmi a comprare quel paio di accessori mancanti al mio vestito, chiaro... accessori che non so manco se userò)

Ci arrivo. ARGH. Coda. Panico. Ok. Metto un limite di tempo. Ce la faccio. WOHO!!!

E fu così che la nostra eroina chiuse i conti quindicennali che aveva lasciato in sospeso con Firenze... (1992. Uffizi: chiusi per lavori. Cappelle Medicee: non avevamo previsto che la temperatura all'interno potesse essere di 10-15 gradi, ed eravamo abbigliati per una temperatura di 30 gradi, quale era all'esterno. Damn it.)

A Villa Naive mi accoglie una Crocerossina in quasi-ansia (immagino che avesse già aperto un'asta su ebay per rivendere la mia roba) alla quale commissiono una dedica per Moccioso... ma cosa le è toccato fare, neh? (mivrigognu)

E quella stessa dedica l'ascolto, svaccata per terra al binario della stazione, per quasi due ore di fila. (Muccus', ma che ci posso fare se mi ricorda tanto quello che mi passa la testa mentre macino chilometri, eh?)

Next stop: Roma Tiburtina.
(by deceptionisland)
Categorie: viaggi

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lunedì, 23 aprile 2007 ore 13:52
Dal momento che tutte le mie password di TN sono in ostaggio presso un marmocchio che di quando in quando ha la brillante idea di andare a dormire alle sette del mattino, e che quindi probabilmente fino alle tre/quattro del pomeriggio non potrò telecomandarlo, mi avvalgo di questo locus per dar sfoggio della mia bellezza mattutina.

Foto 6
(Muccusie', se non alzi le tue chiappe entro un'ora metto una foto delle mie. E faccio un concorso con ricchi premi e cotillons per chi trova le differenze.)
(by deceptionisland)
Categorie: eros

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martedì, 17 aprile 2007 ore 14:05
Questa l'avevo scritta in onore dell'angolino di biblioteca che mi era stato riservato per fare la tesi.
Un posto alquanto pittoresto.
In fondo non ci stavo così male... almeno lì la mia solitudine era giustificata dallo spazio angusto e dall'effettiva assenza di colleghi.

Le pareti di questa stanza
Stipate di volumi ritti in piedi
Morti impolverati e privati di un sudario
Se li prendi in mano
Si sgranano come vampiri al sole
Polvere di sapere
Che afferro mentre scivola dalle mie mani
Dentro le maniche della mia veste
E s'insinua sotto la mia pelle evanescente
Fino a farmi ingrigire
Scaffali di fantasmi assonnati
Squadrati, logori e diligenti come
Spiriti reduci di soldati caduti in guerra
La sera
Quando il blu del cielo diventa inconsistente
Il soffitto si stringe
E mi osservate indifferenti da strane angolazioni
Mentre le luci del giardino deserto e incolto
Disegnano danze di ombre di rami rapaci
Vi chinate quel tanto che basta
Per dare ai miei occhi annegati nell'inchiostro della notte
L'impressione di un'incombente prospettiva
Questa mia famiglia
Mi difende dalle terrificanti urla dei vivi
(by deceptionisland)
Categorie: poesie libri fumetti

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lunedì, 16 aprile 2007 ore 15:23
Double MoonTappa uno, 30 marzo - 2 aprile: Emilia.

Tre di notte.
Scusi, come cazzo si esce dalla stazione?
Letto con luci UV.
Rammstein per colazione (che c'è di meglio di un po' di tedesco a stomaco vuoto?).
Noccioline, lambrusco e big fruit alla mora.
Vestito blu elettrico, un cranio di toro e una farfalla come piercing, due cuoricini.
Il van mi fa st'effetto.
Quattro centimetri di puledro al pepe verde.
Vaso di peltro da un paio di quintali.
Niente Dalì
Come intossicarsi in una macchina senza il tubo.
Come un quasi quarantenne si difende zampettando tra una masnada di bambocci alla moda.
No, grazie, per l'ordinazione sono a posto così.
I don't feel like dancing.
Pesce sega e donzella comune.
Maiali toracopagi, agnello con due teste.
Farfalla che il colore del mio vestito le fa una pippa.
Ma se c'è il cervo volante, allora perché non ci sono gli asini che volano?
Il Serena con dentro la mia roba stesa
Qui hanno girato lo spot amadori.
Carro bestiame ebreo Modena-Bologna.


Un po' di amaro in bocca.
(by deceptionisland)
Categorie: viaggi

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venerdì, 13 aprile 2007 ore 16:24
Sono molto indecisa su quale sia lo spot per la PS2 che preferisco tra quelli girati da Lynch nel 2001.
Ora che siamo passati alla PS3, ho smaltito le mie remore e posso piazzarmene uno qui:



Welcome to the third place.
(by deceptionisland)
Categorie: cinema, zapping

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giovedì, 12 aprile 2007 ore 16:21

LI VOGLIO TUTTI!!!


Giantmicrobes, Inc.

(specie il batterio mangia-carne )
(by deceptionisland)
Categorie: giocattoli

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mercoledì, 11 aprile 2007 ore 14:13
...quante volte ti ho vista sulla cartina e ti ho sottovalutata...

Come spesso succede, non c'entra niente col momento presente (sono ritornata viva benché a pezzi da un tourist tour tutto italiano) ma per associazioni di idee che non sono note nemmeno a me mi andava di riproporre questo mio blog sull'India. Mannaggiammè, nonostante io ne sia fuggita abbastanza volentieri, m'è presa nostalgia.

10 piccole verità sull'India


1 ) Nessuno può guidare in India, a parte gli Indiani.
2 ) Anche i cani in India sono sempre stanchi.
3 ) In India c'è una certa sovraoccupazione; in altre parole, un locale che può dare lavoro a 10 persone in India lo da generalmente a 50, con una divisione dei compiti un po' fumosa.
4 ) Che sia vero o no, i guidatori di risciò indiani affermeranno sempre con sicumera di sapere esattamente dov'è il posto in cui dovete andare. Ne consegue che spesso contrattano sul prezzo senza avere la più pallida idea della distanza da percorrere.
5 ) Gli Indiani non conoscono la candeggina.
6 ) Due cose è impossibile trovare in India: le cassette delle lettere e i bidoni della spazzatura. Tutto il resto qualcuno che ve lo vende potrete trovarlo sicuramente.
7 ) Probabilmente il vero motivo per cui si torna sempre in India è perché la prima volta ci si ammala e se ne perde qualche tocco.
8 ) In India può piovere per sempre.
9 ) Ogni indiano che incontrerete:
- ama il vostro paese e la sua lingua
- ha un amico che potrà proporvi soluzioni ottimali, qualsiasi cosa stiate cercando
- ha una lettera di raccomandazione scritta nella vostra lingua attestante che ci si può fidare di lui e che è bravissimo a fare quello che fa.
10) Potrà essere sporca, logora e puzzolente, ma un indiano maschio indosserà sempre la camicia.

10 piccole cose a cui dovete abituarvi se andate in India

1 ) A sentirvi porre una delle seguenti domande:
- Vich country?
- First time in India?
- How long you stay in (città in cui siete)?
con una frequenza media di 30/40 volte al giorno.
2 ) A dire di no per pura sopravvivenza almeno 1 o 2 volte ogni 10/15 secondi quando uscite dalla vostra stanzetta.
3 ) A riconsiderare le distanze di sicurezza fra le varie macchine, e a non agitarvi se il vostro autista manca un frontale per distanze che di solito compaiono solo nei problemi di meccanica quantistica.
4 ) Se siete donne, a essere fissate in continuazione.
4a) Se indossate qualche abito aderente non necessariamente scollato, a suscitare sguardi preoccupanti.
5 ) A considerare gli insetti come un output naturale degli impianti di condizionamento.
6 ) A contrattare su cifre irrisorie (tipicamente 10 rupie = 20 centesimi) per questioni di principio (e anche perché se non contrattate il mercante/autista di turno sarà un po' deluso).
6a) A sentirvi ripetere la stessa argomentazione - per quanto già logicamente confutata - una dozzina di volte durante le contrattazioni
7 ) A non venire capiti tanto più spesso quanto più il vostro inglese è impeccabile.
8 ) A camminare coi sandali in mezzo a cumuli di spazzatura e fango e con la pioggia torrenziale (vi voglio vedere a togliervi e rimettervi le scarpe da ginnastica tutte le volte che entrate in un tempio, considerata anche l'isteria degli autoctoni in coda).
9 ) Ad avere la corrente elettrica un po' a intermittenza sepcialmente durante le festività - dato che il comune non mette solitamente in conto tutte le lucine di cui i privati indù addobbano generosamente strade e case per celebrare la divinità di turno.
10) A rinunciare all'idea di suini e bovini quali specie commestibili anche al McDonald's (in altre parole, vi sfido a trovare un ristorante per cristiani non vegetariani in India).


Immagino che la prossima volta che ci tornerò scriverò un blog sulla vacanza appena passata
(by deceptionisland)
Categorie: viaggi, consigli non richiesti

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