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Ossessivo-Compulsivo 50% 40%
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Credits



mercoledì, 30 maggio 2007 ore 17:21
(Copiata dal blog del tiennino Pejote®. La volevo, adesso cellò)

Partiamo dal presupposto che il più delle volte ci hai messo mesi prima di riuscire ad uscire con la fantomatica. Perché, siamo onesti, quando di una non te ne frega un cazzo tutto è facile... ma quando una la vuoi davvero e senti un qualcosa diverso dal solito irrigidimento nei boxer... le cose si complicano in maniera esponenziale e tutto sembra collaborare per complicarti la vita: il lavoro, il tempo, gli eventi, i turni di chiusura, le mestruazioni, la salute, le stelle... tutti fattori riuniti con il solo scopo di rompere il cazzo!
Giunge al fine un momento in cui tutto apparentemente si risolve, le nebbie si diradano e tu sei pronto per giocarti la tua occasione: ti fai una doccia come era da tempo che non facevi (lavi anche in mezzo alle dita dei piedi ed arrivi a sciacquarti il pisello 2 o 3 volte per essere sicuro di non sfigurare) ti radi, ti sistemi i peli delle orecchie e del naso, perdi mezzo litro di sangue con il filo interdentale, ti tagli le unghie dei piedi rischiando di spaccare lo specchio con le schegge di quelle che una volta erano unghie ma che oggi avresti potuto ferrare. Indossi i tuoi boxer preferiti perché, diciamocelo, anche se la conosci appena e non hai idea né di chi sia né di a cosa stai andando incontro, dentro di te vive la speranza che dietro a quel sorriso fresco ed a quello sguardo attento che ti hanno tanto colpito si nasconda una novella Jenna Jameson che faccia del tuo pene carne da hamburger. E, ovviamente, vuoi essere preparato al meglio evitando con piccoli accorgimenti quelle due o tre cose che sarebbero in grado di richiudere la faglia di sant'Andrea, figuriamoci le cosce della agognata... tipo il calzino corto e/o bianco (peggio che mai gli spugnoni da ginnastica sulla timberland invernale, che sarebbero stati in grado di far passare la voglia a messalina) od i boxer larghi modello paracadute... che son tanto comodi, ma a vedersi son francamente ridicoli... specie se ti esce una palla o, dietro, mezzi ti si son infilati nel culo!
Lavi i denti tre volte, caramelline messe ovunque, macchina lavata... ok sei pronto e parti sicuro come un puma. Comincia la serata. La vai a prendere e non sono mai pronte, MAI! Solitamente l'attesa è direttamente proporzionale al tasso di fica della suddetta ma non è da sottovalutare la variabile abbigliamento (una bella fica perizomata e scollata può farti stare ad aspettare anche un'ora e mezza come se niente fosse con un semplice: "sono le otto e sei già qui? ma non era alle nove e mezza?" ed in questo lasso di tempo tu non puoi assolutamente fare niente perché se è estate e scendi dalla macchina il cambio di temperatura ti fa sudare come un Galeazzi qualsiasi e la camicia ti si pezza all'istante... e se è inverno rischi la congestione perché, ovviamente, per fare il guappo, sei in maniche di camicia anche se fuori il freddo ha sterminato ogni forma di vita.
Dopo un periodo che varia dai 20 ai 120 minuti per quanto spiegato, appare all'improvviso come la madonnina di Fatima e tu, pensando "stasera ti rompo", accenni un sorriso sornione e le apri la porta. Sale in macchina e se fumi storce il naso per l'odore ed apre all'istante tutti i finestrini portando la temperatura interna a -6º se inverno od a +38º se estate (rovinando un'ora di aria condizionata che tu hai sopportato senza fiatare per farle trovare il giusto ambiente al suo arrivo)... se non fumi e non hai mai fumato accende una marlboro light od una philip morris blu (fumano solo queste due marche) e te la spegne dopo 3 boccate dove tu, da sempre, tenevi gli spiccioli fino a 5 minuti prima... O lo stereo è troppo alto e lo spegne perché non riesce a parlare o la musica che ascolti non piace e, siccome sono moderne ed emancipate e quindi conoscono ogni tipo di stereo, si mette a spippolare cancellandoti immancabilmente tutte le stazioni pre-registrate.
Arrivi al ristorante e devi parcheggiare vicino, ed anche se a 3 metri dalla porta del ristorante c'è il parcheggio dell'ipercoop te la devi mettere in tripla fila ad altissimi rischio multa/moccini sul cofano/righi spregiasi sulle fiancate... O è vestita come una puttana e te passi fiero in mezzo alla sala gremita, perché tanto il tuo tavolo è sempre in fondo, e si girano tutti ma te prosegui indomito facendoti largo tra orde di silenziose risatine e subdoli "hai visto che popò di farda c'ha lì??", o è accollata come una suora e distrugge con occhiate sataniche il resto della sala spargendo invidia e disprezzo come nemmeno il fu Anconetani fece con il sale contro il Cesena.....
"Mmmh che famona che ho" è di solito la prima frase che pronuncia sbattendo le ciglia una volta che ha scelto il posto al tavolo lasciandoti di spalle e solitamente rivolto verso il cesso... e di conseguenza ordina sempre tutto quello che il cameriere propone, contorno di insalatina mista compreso. Assalta l'antipastino di mare con una voracità imbarazzante che ti fa pensare "se fa i pompini con la stessa voracità con cui divora la zuppetta di cozze, stasera me lo stacca!"... e poi ti ritrovi a scofanarti il tuo primo e più di metà del suo perché lei è già piena alla prima forchettata.
Poi si passa al fritto misto, un piatto che fino ai primi anni sessanta non esisteva e che è stato inventato appositamente dai tremendi ed espertissimi ristoratori durante gli anni d'oro di Capri solo ed esclusivamente per farlo ordinare dalle fighe: è solitamente il più caro della lista e quindi prediletto dalle suddette, ma c'è da dire che in questi ultimi anni sta prendendo piede in maniera preoccupante quello che senza timore possiamo definire la madre di tutte le inculate: l'astice alla Catalana, di cui, però, volutamente non voglio parlare perché mi commuovo pensando a quante e quante volte me lo hanno stirato nel culo con quei cazzo di ragni rossi con il guscio affogati in un mare di cipolle e carote crude!!!!! Quindi torniamo al nostro frittino: da notare che mangiano sempre ed esclusivamente i totanini ... le più sofisticate scartano anche quelli con "le gambine" e lasciano a te tutta la paranza e quei cazzo di famigerati gamberetti di merda che se li pulisci con la forchetta distruggi il gambero e se li pulisci con le mani ti entra sotto le unghie un puzzo di bidone dell'immondizia che ti porterai dietro per tutta la sera...
Ti fa di legge ordinare il vino, rigorosamente bianco e frizzante (!!!) e ne beve avida un bicchiere quando arriva, brindando alla serata che ci aspetta. Tutta la boccia restante ti tocca poi berla a te e di solito si tratta di quei cazzo di surrogati di prosecchi di mele gassati come una fanta! e poi, a fine pasto, quando manca un centilitro alla fine della boccia ed una forchettata a finire il piatto, vuole il secondo ed ultimo bicchiere di vino. Dentro di te pensi che certa gente non merita di respirare la tua stessa aria, ma quegli occhioni ti farebbero fare qualsiasi cosa e... taac, ne ordini un altra che puntualmente diluvi perché sei un alcolizzato, perché il cibo è salato come il Sinai e perché comunque costa 14 euri e ti gira il cazzo lasciare li la bottiglia mezza piena...
E siamo al dolce! La tua situazione è gia tragica: sei assaltato dal doppio primo che ti si ribella in pancia, stomacato dal puzzo del fritto, annebbiato dall'alcool del doppio proseccaccio, arrapato come un daino dalle cosce tornite del budellone che hai più volte sbirciato da sotto il tavolo... e dalle poppe giganti del troione del tavolo di fronte (che puntualmente se la tromba qualche vecchio bavoso con il bmw) i pantaloni ti premono in maniera imbarazzante contro quello che definire buzzo dell'ubriaco è un eufemismo e non sei in grado di mettere in bocca nemmeno uno stuzzicadenti... MA LA PANNA COTTA LEI LA PRETENDE!!! Magari ben smerdata da qualche salsina al mirtillo rosso o fragoline delle suorine monche del monastero di mazzanculo sul merda... Ecco, io vorrei parlare con quella merda che ha inventato la panna cotta e fargli una semplice domanda: o testa di cazzo, ma lo hai mai assaggiato uno sgroppino fatto a modo? Io sono convinto che alla 1ª riunione mondiale segreta dei ristoratori (la stessa in cui decretarono piatto femminile per antonomasia il fritto misto per le zone di mare e la tagliata rucola e parmigiano per quelle di terra), questi subdoli esserini, tutti piegati alla Enrico Cuccia e con la loro parola d'ordine segretissima (limoncello) si siano accordati per trovare l'ennesima inculata da propinare agli ignari avventori.
Perché, parliamoci chiaro, quando porti fori una figa a cena, anche se lei ordina spiedini di panda e te sei socio fondatore del WWF, non una sola smorfia di disappunto apparirà mai sul tuo impavido viso. E questo i ristoratori lo sanno... se lo tramandano di padre in figlio come la partita iva ed il libro della contabilità in nero... e tu sei solo una inerme vittima nelle loro mani, uno scemo a cui chiedere qualsiasi sacrificio e qualsiasi cifra. Un ristoratore, anche se padrone della peggio bettola, è automaticamente autorizzato a chiederti QUALSIASI cifra come conto a patto che vengano rispettate le seguenti condizioni:
   a) presenza sul tavolo di almeno 1 (una) boccia del più improbabile prosecco di chissà quale cazzo di valle
   b) presenza nel menù del famigerato frittino e di primi piatti abbelliti da nomi a prima vista incomprensibili, ma che nascondono cazzate di una semplicità disarmante (io una volta ho mangiato una piattata di penne "tramonto estivo" fingendo di conoscere già quella particolare pietanza, salvo poi ritrovarmi a combattere con la più tremenda delle arrabbiate)
   c) presenza nel menù della odiata panna cotta (il tocco di classe sono gli intingoli che questi bastardi ti ci infilano sopra... lì non son mai parchi ed anzi ti ricoprono la già merdosa mappazza con questi sciroppi di foca... succhi di pinoli e ghiande... ghiaia macinata ma fine fine)
d) pronunciare le 2 frasi storiche del ristoratore: 1) posso offrirvi un limoncello? 2) serve la fattura o faccio io? frasi che dopo dipaneremo.
Amaro (taac), caffè (corretto allo stravecchio per te, decaffeinato per lei... e non mi dilungo oltre sui mille tipi di caffè che possono chiedere le fighe perché sennò non basta word)... e... CONTO PREGO!
Se fai tanto di provare solo per finta ad ordinare un montenegro, vieni squadrato come un lebbroso e come se non bastasse vieni esposto al pubblico lubridio perché qualcuno dai tavoli vicini ti guarda e sorride come a dire "oh demente, ti offrono il limoncello... cosa ordini il montenegro a fà?" Allora te provi a rifugiarti in corner dicendo... sai, per digerire qualcosa di forte è l'ideale... che so... tipo la grappa (e lo dici ammiccando al cameriere quella bella boccia di prime uve che hanno in bella vista vicino alla macchina del caffè)... al solo pronunciare la parola grappa alla divina si inumidiscono gli occhi e ti stende con "io non sopporto neppure l'odore, mi da la nausea!" A quel punto bestemmiando il Cristo Creatore sorridi annuendo ed accampi il classico... "anche io non capisco come facciano a berla, stavo scherzando ... figurati mi vengono i brividi se penso a quanto tempo mi ci vorrebbe per digerirla... non l'ho mai bevuta, sia chiaro, ma mi dà l'idea di pesannnteeee". Non è rimasto altro da fare se non versarsi una bicchierata di quella merda di limoncello che tutti fanno in casa con i loro limoni... e che fino a che qualcuno non si alzerà in piedi urlando "QUESTO LIMONCELLO FA CAGARE!!!!!" continueranno a propinarci come novella ambrosia.
Ed ora vengano le risa (od i cazzi)! Visto che la maiala è praticamente nuda te ti chiedi "o ha un innesto sotto pelle con il portafoglio o non ha portato mille lire!"... e puntualmente ti frughi come una banca... il che, di per sè, non è né una novità né un problema... ma è il principio del darlo per scontato che ti fa girare il cazzo... ma sei infoiato e mezzo ubriaco e, ovviamente, passi oltre. Nemmeno leggi la distinta scritta a mano da un semianalfabeta che ha appena comprato l'attico in centro, e ti accartocci in tasca il sanguinoso foglietto a quadretti da cui spicca solo la cifra 110,00... lasci anche 5 euro di mancia a quel pulcioso cameriere con le unghie sporche, il quale magari oltre ad averti trombato la figa con gli occhi ti ha anche scaracchiato nelle vongole!!!!! E dentro di te pensi... meno male ha fatto lui e mi ha fatto lo sconto, perché ho solo 120 euri in tasca e mi toccava pagà con il bancomat che è 10 giorni che l'ho finito... sai che figura di merda... ma andate in culo, speriamo bruci stanotte questo covo di satana.
Il copione vuole che a questo punto l'infame gestore domandi la classica di rito: posso offrire qualcheccosa? un "uiskino"? E mentre te pensi di sgollarti un bel chevas (che ti fa venire la cappella come un riccio dell'antica gelateria del corso), come ciliegina sulla torta della sbornia presa che hai ma devi fingere di non avere... lei finalmente rivolge per la prima ed unica volta parola alla servitù con un laconico "no, grazie". Tu sai che la madonnina piangerà per le cose terribili che stai pensando del suo santo figliolo ed a te, non importa.
Esci barcollante dal ristorante, con una fava che non ti sta nei pantaloni, ma cerchi di mantenere qualche metro di distanza perchè devi scoreggiare... visto che non lo fai da più di due ore ed hai la vescica piena del fantomatico prosecco che preme come le fans dei take that all'apertura dei cancelli dell'unico concerto del 2000 in europa... fingi allora di esserti dimenticato il bigliettino da visita per consigliare quel posto a chi ti sta veramente a cuore (o, meglio, sul cazzo, puttanadellaeva 110 euri! me lo hanno fatto piccolo il culo!) guadagni spazio ed espleti! Annusando il tremendo petone giuri di metterti a dieta e di darti una regolata, raggiungi la tua lei che è già davanti alla portiera manco fosse sua, monti in macchina che nel frattempo è rimasta l'unica a visione di uomo, rigorosamente in mezzo alla strada e semiricoperta da uno stuolo di moccini... Togli con indifferenza la multa, sbirci appena i 45 euro della cifra prima di accartocciarla pensando a come fosse bello al tempo dei romani, quando i santi invece che venerarli li bruciavano vivi o li mangiavano i leoni... ti volti verso di lei, le sbirci le cosce e poi noti che le scarpe che la maialona indossa non le hai mai viste nemmeno nei migliori porno di tele+ con cui in passato ti sei sfilato di seghe.
Accenni un sorriso e scatta una delle domande più brutte che una figa possa fare ad un uomo dopo "mi ami?", ossia: cosa facciamo? Ma cazzo, come cosa facciamo... ma non lo leggi nei miei occhi che ho bisogno di strapparti le mutande e di penetrarti prima che sopraggiunga l'orchite????... "sai, mi sono venute oggi le mestruazioni e sono un po' stanca... sono stata benissimo... grazie della serata... chiamami domani... grazie di avere offerto te... la prossima volta pago io non si discute... sei proprio divertentissimo... piripì... piripà..." Sono in questi momenti che cominci a capire Donato Bilancia, e pensi che in fin dei conti lui, in carcere, con 2 pasti al giorno e la televisione a colori, non se la passa poi male... fantastichi con la mente sognando di uno stato anarchico in cui l'omicidio sia finalmente depenalizzato e pensi a dove hai messo la chiave inglese del 24... poi l'attimo di follia svanisce e te provi il gesto della disperazione, tipo quei calci d'angolo in cui sale anche il portiere e che tanto appassionano il pubblico perché stringono il cuore... Hai 2 possibilità ma non puoi giocartele tutte e due, una esclude l'altra
a) ci beviamo una cosa in quel localino vicino a casa tua?
b) facciamo due chiacchiere sotto casa?
Il 99% dei casi la risposta alla domanda a) è sempre negativa... anche perché non potrebbe essere altrimenti. Solo gli alcolizzati come te ed i tuoi amici, dopo un americano come aperitivo, 2 bocce di sidro spacciato per nettare "proseccaccio", un corretto allo stravecchio e diverse bicchierate del fetido limoncello avrebbero il coraggio di mettersi altro liquido alcolico in corpo. Ti butti quindi a corpo morto sulla b)... ma vieni liquidato con la merdosa frase di circostanza: "era tanto che non passavo una serata così... sei davvero un ragazzo straordinario... è successo tutto così in fretta... meglio che salga altrimenti chissà cosa potrebbe succedere..." sorride, ti passa una mano tra i capelli, ti sfiora le labbra con le sue ed esce dalla macchina come se la stessa stesse precipitando da una scarpata. Mentre tu sei ancora incantato sul suo culo sbavando sui contorni di quel malizioso perizoma... si gira di scatto, ti sgama in pieno, sorride e ti dice "ti chiamo!" sparendo irrimediabilmente nel portone.
Parti, fai dieci metri, ti sganci la cintura ed accendi il cellulare, dove ti arrivano 16 messaggi di quei coglioni dei tuoi amici in cui il più fine ti ha scritto "slabbrala!!!". Ti avvii zigzagando verso casa e sei perfettamente conscio che l'invocare il maligno ti farà solo finire all'inferno... ma l'unica cosa che placa la tua ira sembra essere quella!!!
Ti accendi una sigaretta, scorreggi ed arriva un SMS... è lei! "non riesco a dormire, vorrei tu fossi qui vicino a me. A prestissimo". Inchiodi la macchina in mezzo al viale, mentre fai manovra per l'inversione ad U ritorni in te, ridi, bestemmi, rinunci e prosegui verso casa.
Scorreggi.
Fai un rutto che è tutto un programma.
Scorreggi.
Ridi.
Hai sete.
Che ore sono? mezzanotte e cinquanta... forse se mi muovo 2 canne in piazza le trovo ancora!!!!!


(Eh, quanti ricordi... )
(by deceptionisland)
Categorie: cucina, zapping, uomini e donne

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martedì, 29 maggio 2007 ore 23:41
Questo post è dedicato senza un motivo particolare a Milo Manara, uno dei corresponsabili (insieme a Paolo Eleuteri-Serpieri, Miguel Angel Martin e Phoebe Gloeckner) della mia erotomania.

Special thanks to Degio (essendo lui un raffazzonato, non avrà sicuramente un blog e quindi non posso lincarlo... pazienza) che nel fiore dei miei diciannove anni mi ha fatto conoscere tutta questa gentaglia e, soprattutto, mi ha fatto leggere per la prima volta Il gioco.

(Con ottimi risultati.)
















...e tanti saluti a tutti.
(by deceptionisland)
Categorie: eros, poesie libri fumetti

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lunedì, 28 maggio 2007 ore 23:52
Non è un periodo di crisi, cosa che peraltro mi dicevano pari pari anche per Lucio.

Lo so che sembravo convinta, innamorata delle stelle e secondo i più tagliata per questo mestiere.

Non è così.

Non mi ci ritrovo più, non mi diverto più. Forse se non dovessi passare le giornate a cercare errori in un catafalco di programma in F77, o a correggere a mano i file di output di questi programmi per farli venire come si deve (il che significa passare riga per riga dei file di 1400 righe di soli numeri) allora sarebbe poetico come sembra.

E poi come ho già detto ad alcuni, questo lavoro non finisce mai. Io non sono una che riesce a staccare se non ha finito. Col risultato che non stacco mai. Eccomi qui in dipartimento alle undici e cinquanta.
Fisicamente non ce la faccio più.

E io ora non me la sento di passare da due a quattro anni all'estero per questa cosa che non mi prende, non mi appassiona più.
Per qualcos'altro sì, ma non per questo.

Ma che diavolo di buon lavoro si può rimediare con un dottorato in fisica? (me la vendo così, dato che se dico "in astrofisica" si mettono direttamente a ridere...).

Insomma, io qui finisco e poi mollo.
Da aprile dell'anno prossimo sarò una ex-astrofica® ufficialmente disoccupata
(by deceptionisland)
Categorie: lavoro

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giovedì, 24 maggio 2007 ore 15:21
Dopo una lettura occasionale del Mereghetti 2006 che si è protratta a sprazzi per un anno e mezzo, pur riconoscendone l'indubbio valore enciclopedico, non posso fare a meno di notare che:
  • Paolo Mereghetti è comunista e le sue recensioni sono biased in questo senso.
  • Completamente arrapato per Tim Burton. Che adoro anche io, ma non si spiegherebbero altrimenti i due pallini e mezzo su quattro per una boiata pazzesca come Il pianeta delle scimmie.
  • Innamorato di Penélope Cruz in modo vergognoso.
  • Gli sta sulle balle Kevin Spacey. A parte i due pallini di American beauty, trapela in modo quasi tenero l'insofferenza che prova recensendo le pellicole a cui ha preso parte.
  • Anticonformista di maniera. Prova la necessità di dir bene assai di pellicole obbiettivamente cestinabili come L'attacco dei cloni, solo perché verrebbe troppo out'o'matico spararci su. E di dare una mezzo pallino in più a Plan 9 from outer space solo per confermare che non è il film più brutto della storia del cinema.
  • L'apparizione o meno di tette è un buon discriminante per stabilire se vale o meno la pena di vedere un film.
  • Qualche trama è sbagliata, ahi ahi. O si fida troppo della sua memoria, o qualche volta recensisce per sentito dire.
  • Non so se è per un fioretto o una scommessa, ma si sente obbligato a narrare minuziosamente le gesta di Jimmy il Fenomeno in tutti i film a cui ha partecipato
Ho l'impressione che sarebbe un tizio con cui bisticcerei più che volentieri...
(by deceptionisland)
Categorie: cinema, poesie libri fumetti

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lunedì, 21 maggio 2007 ore 14:50
Ancora una volta, arrivederci.
Ancora una volta troppo presto.

Nel letto tiepido dove mi sono rifugiata per guadagnare qualche ora di sonno, ho pescato come caramelle da un sacchetto qualche immagine a ritroso.

Apro gli occhi ed è quasi mattina. Dall'altro cuscino, mi guardi, e sorridi. La luce sul comodino dietro di te brucia e confonde l'azzurro, il biondo e il rossastro in una tinta calda e dolce.
Come stare sdraiati in un parco d'autunno, e guardare il cielo.

Mi gira la testa. Colpa delle nostre *sigarette* della buonanotte, che poi buonanotte non era mai. E il capogiro è il preludio.

Il Mystic :-D

Denti, denti dappertutto, mannaggiattè.

Torna presto stasera.

Non sapevo mi piacesse tanto farmi arrotolare i capelli. Se rimanevi ancora un po', mi facevi la permanente.

Sopracciglio sinistro.

Lo stupore di bambino con cui ti intristisci se Trilli non si lascia coccolare dopo che l'hai strapazzata, rincorrendola e urlandole di tutto.
La tua determinazione nel farne una gatta non viziata... e vallo a spiegare che sarebbe una contraddizione in termini.

Vedere le tue mani che si muovono... avevo detto sinfonia?

Oh Jake, tesoro.

Quell'angolo comodo comodo per accoccolarsi all'incrocio tra la spalla e il petto, dove mi puoi stringere e dove l'odore della tua pelle si sente così bene.

E la serenità di quei primi giorni in cui il tempo non ci poteva toccare.

Tre settimane. Via.

E poi i tuoi occhi rossi al di là del vetro. (Già, dietro al vetro. Com'è che dai finestrini del treno non ci si può più toccare? Detesto quei viaggiatori stupidi che lo hanno reso una necessità.)

Resteremo davvero dietro a un vetro per tutto questo tempo?

Ti ho sognato, andavamo in giro a bere qualcosa. Di solito il risveglio da questi sogni è crudele, ma non è stato così.
Forse non ho ancora capito, e aspetto che torni tra qualche giorno.
Forse so che andrà tutto bene.
Forse sono semplicemente felice di averti avuto qualche altra ora con me.



(by deceptionisland)
Categorie: diario

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domenica, 20 maggio 2007 ore 01:08
Rivisto ieri.
Dal momento che mi sono rotta di mettere la trascrizione, metto direttamente il filmato.


(by deceptionisland)
Categorie: cinema

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mercoledì, 16 maggio 2007 ore 15:49
...che non sta per Big Brother, anche se l'esperimento è simile (rinchiudere in 45 metri quadri due persone che non c'entrano nulla l'una con l'altra, più una gatta isterica, e vedere che succede.)

Divisione delle competenze. Io lavo i panni, stendo, stiro, pulisco i fornelli, porto giù la spazzatura, mi occupo del riciclo, metto in ordine, pulisco la lettiera della gatta, le do da mangiare, la coccolo. Lui cucina, lava i piatti, spazza, fa il letto, da una pulita ai mobili di quando in quando, fa la spesa (che si divide), mette musica, spaventa la gatta. La gatta mangia, dorme, gioca, ci fa prendere dei patemi quando si siede sul davanzale della finestra aperta, corre istericamente per casa alle sette del mattino e da la caccia agli insetti.

Momenti di lirismo. Lui afferra un mio calzino usato, lo annusa con curiosità, ci rutta dentro e lo butta alla gatta come un torero getterebbe il cappello alla sua dama. Gesti immotivati come questo sono il pane quotidiano del nostro sentimiento.

Virtuosismi. Anche se mi rode, anche in episodi fuori da quello testè citato, devo ammettere che Tornasole è un professionista della digestione poderosa, molto più bravo di me. Oltre a utilizzare il rutto per darmi svariate risposte ("Chi ha lavato sta padella così male?" "Sono stato io, mea culpa"), e dedicarmi vari stralci di canzoni, si sorprende se quando chiama Trilli con lo stomaco costei si rintana nell'angolo della casa diametralmente opposto a lui. Giura che You can never hold back spring di Tom Waits sia stata cantata ruttando e promette che un giorno ce la farà anche lui.

Risvegli.
Se è vero che i giusti dormono sonni profondi e imperturbabili, Tornasole dovrebbe essere fatto santo subito. Sebbene abbia delle reazioni quando sollecitato, fate attenzione: non è sveglio. Quando la mattina ad ore pacchiane mi alzo per andare al lavoro, e dopo una mezzoretta ritorno in camera già vestita e quasi pronta per il bascetto del buongiorno, possono succedere tre cose:
1. Non si sveglia e non reagisce. Rapido check delle funzioni vitali.
2. Alza una manina, mi accarezza la testa, emette un grugnito e poi in men che non si dica risprofonda nell'Ade.
3. Apre mezz'occhio, poi lo richiude, poi apre l'altro con visibile sovrumana fatica, si guarda intorno spaesato come se fosse su Marte, poi guarda me con un'aria tra il risentito, l'incredulo e il dovelamamma e mi chiede «Dove vai?!» quasi fossero le cinque del mattino. Mentre di solito non è mai prima delle dieci/undici.
Quando si divincola dalla posizione orizzontale, siede con aria inebetita per svariati minuti, prima di sfoderare una mimica facciale assolutamente priva di movente. Suppongo sia la ginnastica mattutina dei muscoli del viso.

Hangin' Out. Non importa che si vada a cena, a prendere un drink, a fare colazione o a buttare la spazzatura, Tornasole deve avere i capelli in ordine. Ne consegue l'irreale scena di me che lo aspetto un quarto d'ora fuori dal bagno mentre si impomata i capelli o se li svapora di lacca.

Specchio specchio. Vanità... decisamente il suo peccato preferito. Sia uno specchio di casa mia, lo specchio di una tromba delle scale o lo specchietto retrovisore di uno scooter, Tornasole sente l'irrefrenabile impulso di valutarcisi la panza e i capelli.

Maniac. Dategli un lettore DVD e perdetelo di vista un attimo, lo ritroverete che si sta guardando qualche contenuto extra del Signore degli Anelli.

(Aggiornerò se verranno alla luce altri aspetti rilevanti.)
(by deceptionisland)
Categorie: uomini e donne

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martedì, 15 maggio 2007 ore 14:42
La mia vita sarebbe molto più semplice se almeno una delle due cose seguenti non fosse vera:
  • I segni d'acqua sono preponderanti nella mia vita, a partire da mio padre per finire con la mia gatta.
  • Il mio rapporto coi segni d'acqua è quanto di più problematico si possa immaginare.
Forse è per questa mia mania di sviscerare all'istante ogni singolo motivo di perplessità fino a drammatizzarlo.
O al contrario la loro tendenza a soprassedere, a non parlare di determinati episodi, senza per questo evitare di farli diventare dei precedenti, essendo dei permalosi teste di cazzo.

Ora, chiamiamola caratteristica dei segni d'acqua o semplicemente caratteristica delle persone con cui ho (o ho avuto, dato che non sempre è facile mantenerlo) un rapporto particolare. Tant'è.

D'altronde io essendo astrologa di queste cose dovrei intendermene, no?

(by deceptionisland)
Categorie: rapporti interpersonali

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venerdì, 11 maggio 2007 ore 14:46
E per continuare il momento amarcord, scava che ti scava, sono incappata in questo spot... (altro che Giuppy Izzo che recita yogurt, zucchero e frutta con la voce di Puffetta.)

(by deceptionisland)
Categorie: zapping

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mercoledì, 09 maggio 2007 ore 16:29
Che facevo, io, a ventun anni?

A ventun anni:
  • Ho dato un esame terribile, Esperimentazioni di Fisica II: 27 (primo voto sotto il 30).
  • Ho cominciato a ritardare con gli esami.
  • Ho vissuto il mio primo periodo di zoccolaggine, mascherata da "serie di storie serie misteriosamente caduche".
  • Ho fatto sesso con 6 persone in totale, di cui un ingegnere, un poliziotto, due studenti di fisica e due che non ho ancora capito che facessero.
  • Ho avuto la mia real thing, la Storia con la S maiuscola, finita male dopo appena due mesi per decisione sua e colpa, credo, di entrambi.
  • Ho desiderato morire per altri tre mesi.
  • Mi sono tagliata i capelli con la macchinetta.
  • Sono uscita con uno sfigato per pomparmi un'iniezione di autostima.
  • Ho assegnato ad ogni estensione di file windows una bestemmia.
  • Mi sono trasferita da Genova a Trieste.
  • Ho conosciuto il mio attuale capo.
  • Mi sono accordata per quella che sarebbe stata la mia prima esperienza omosessuale e il mio unico tressome.
  • L'orgasmo non mi era ancora noto.
Ma anche, a ventun anni:
  • Ero confusa, superficiale, vigliacca.
  • Vivevo seguendo le aspettative degli altri.
  • Mi trasformavo in quello che gli altri volevano, o addirittura camaleonticamente mi trasformavo direttamente negli altri, cambiando gusti musicali e modo di parlare e comportarmi.
  • Ero mille miglia dal pormi domande concrete su una mia sistemazione futura, ed era forse per questo che giocavo con parole come "matrimonio" e "figli", senza sapere che volessero dire e scaricando le stesse idee non appena cambiava l'obbiettivo.
E' veramente sbalorditivo ora riequipararsi a quest'età, che mi sembra così lontana da essere stata girata su un altro pianeta...
(by deceptionisland)
Categorie: diario

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