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Istrionico 46% 43%
Narcisistico 41% 41%
Evitante 62% 39%
Dipendente 10% 37%
Ossessivo-Compulsivo 50% 40%
*scores in gray are the average web score

Credits



mercoledì, 27 giugno 2007 ore 17:48
Uff. Mannaggia all'Insano che fa leva sulla mia compulsività per certe cose...



No, non vado in giro vestita o truccata così. Però è un look che mi stuzzica.
(La lastra invece c'entra proprio tutta...)



Qui andiamo invece più sul realistico. E infine...



(by deceptionisland)
Categorie: zapping, deliri e sogni

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mercoledì, 13 giugno 2007 ore 01:51
Quando stendo i panni, le mollette per ogni capo devono essere tutte dello stesso colore e, se possibile, di un colore che ci stia bene con quello del capo.

Se ho una molletta residua di un determinato colore, la metto da parte per stenderci mutande o reggiseni o calzini spaiati.

Ogni volta che vedo una targa di quelle vecchie, con una serie di operazioni aritmetiche (addizione, sottrazione, divisione, moltiplicazione e media aritmetica) cerco di ottenere tutti 7 (perché è quello più difficile da ottenere e quindi da più soddisfazione). Con le targhe nuove i numeri sono solo 3, e la cosa è un po' decaduta.

Camminando per strada, cerco di mettere sempre il piede entro i limiti delle mattonelle.

Mi sono messa in testa la seguente missione: consumare i bagnischiuma, le saponette e le creme idratanti che mia madre compulsivamente acquista. Di conseguenza m'incazzo tantissimo se qualcuno me ne compra uno o ne ruba qualcuno per me negli hotel.

Il bicchiere a tavola deve sempre stare leggermente a sinistra del piatto.

In una serie di film, devo assolutamente vederli in sequenza. Sono dubbiosa se conti di più la data di pubblicazione o il tempo degli eventi narrati. (In altre parole: i prequel li vedo prima o dopo?)

Ho ingaggiato una lotta senza quartiere né speranza con le ferrovie. Faccio tragitti commoventi pur di risparmiare tre euro - ma non lo faccio per risparmiare in sé, bensì per una questione di principio (non dare a trenitalia un centesimo in più dello stretto necessario).

Quando pago nei negozi o supermercati, faccio calcoli complicatissimi onde minimizzare il numero di spiccioli che ricevo come resto.

Il fatto che io non metta mai in ordine significa che non ho mai abbastanza tempo né testa per farlo in modo ossessivamente meticoloso come vorrei. Cuscini disposti al millimetro, magliette di stesso spessore e larghezza assieme, eccetera. Quello che vige in camera mia quando vengono degli ospiti è un mal tollerato compromesso di facciata.

Per scaramanzia, solitamente non faccio mai soffocotti alla prima trombata. Cosa che si è dimostrata non funzionare, peraltro.

Sono una sostenitrice del tubetto di dentifricio spremuto dal fondo. Ereditata da mio padre.

Ogni volta che vedo delle candele sono attratta irresistibilmente dalla cera e ci devo fare qualche giochetto (pucciarci il dito, spalmarmela sul dorso delle mani, etc.; cose peraltro che faccio anche con il vinavil). Invece in presenza di camini mi fisso a osservare come bruciano materiali diversi (alcuni con l'esperienza li ho esclusi a causa del tremendo puzzo che ho causato).

Film e puntate di House da me si devono vedere in SILENZIO, altrimenti il rumore dei miei denti che scricchiolano diventerà ben presto più forte del chiacchiericcio.

Sulla spesa sono abbastanza flessibile (leggi: piglio sempre quello che costa meno) ma su una cosa non transigo: i succhi di frutta all'albicocca devono essere di marchio Coop.

 E questo per tacer delle mie manie sull'intimo che tuttavia i più già conoscono
(by deceptionisland)
Categorie: manie, deliri e sogni

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martedì, 12 giugno 2007 ore 16:27
Sono le 10:30 circa, e mi trovo su un treno virtualmente diretto a Venezia, poi non si sa.

L'antefatto è che io e mia mamma abbiamo deciso di prenderci un weekend sbavato (cioè allungato al lunedì) potenzialmente rilassante in quel di Montegrotto.

(Già la cosa non si preannunciava bene. Ignorando i miei ripetuti ammonimenti secondo i quali le terme non mi interessano, la mamma si è premurata di farmi sapere che c'è il massaggio tale e tal altro, la piscina termale, la sauna cingalese e ha aggiunto come ciliegina sulla torta che c'è pure il piano bar. Che culo!)

Comunque, siccome ogni tanto ho bisogno di uscire dall'inutile città in cui sono andata a a cacciarmi (specialmente in questo periodo) ho violato i miei consolidati ritmi di sonno prendendo un treno (questo) alle 8:47, con un cambio al volo a Mestre e discesa a Padova.

Ore 10:15: il dramma. Annunciano che a causa di manifestanti accampati sui binari il treno resterà fermo per un tempo imprecisato nella stazione di San Dona' di Piave.

(San Dona' di Piave, 'nculo. Una delle otto stazioni che si frappongono nel tragitto obbligato che ogni residente a Trieste deve fare per muoversi da lì, sempre che non voglia andare in Friuli. Non l'avevo mai considerata come fermata reale, alla quale scendere sul serio.)

Manifestanti per cosa? Lì per lì sembrava che protestassero per la visita di Bush. Come se il sindaco dell'America si accorgesse anche vagamente di qualche gruppo di sfegatati in Veneto che fan casino alla capocchiadicazzo®.

Poi la cosa si è precisata: protestano perché trenitalia non ha messo a disposizione un treno "carro bestiame" gratuito o quasi per i manifestanti.

Ora, a parte le mie perplessità. (Come fai a dimostrare che sei un manifestante e non uno scroccone?)

A parte che io sono abituata che se voglio andare da qualche parte, mangio merda e pago. Specialmente dato che trenitalia si sta slabbrando il culo per rendere le stazioni più giovani e fiche, e ha ritrattato su qualsiasi misera promozione avesse timidamente lanciato.

(Vada per un paio di espressi supplementari, toh.)

Comunque suppongo che bastasse occupare un treno, sarebbe stato molto più efficace e meno dannoso... ma a quanto pare dà molta più soddisfazione far caciara rompere il cazzo a tutti quanti piuttosto che ottenere lo scopo.

Viva i crogiuoli di piiiiinzeeeee viva i crogiuoli di paaaaaanzeeeee

Frattanto ci son stati un paio di annunci melodrammatici del tipo "Informiamo i signori passeggeri che abbiamo ricevuto comunicazione che la stazione di mestre... (oooooo...) è ancora bloccata, e il ritardo resta indefinito". Mavafammocc'...

Dall'altra parte, mamma mi informa che li hanno bloccati a Verona.

E, sempre frattanto, circola voce che la situazione sia così almeno dalle nove meno dieci. Mi gratto la testa.

Ho provato a chiedere al controllore le seguenti cose:
    1.    cosa ci volesse per mettere un pullman a raccogliere i viaggiatori in ostaggio a San Dona',
    2.    cosa ci volesse ad avvertire gli ignari passeggeri di cosa li stesse attendendo,
ma lui ha scosso la testa facendosi largo tra le folle con fare paternalistico come il Cristo risorto. Capisco non sia un buon momento nemmeno per lui, forse ha dovuto ingaggiare una lotta impari con uno squadrone di vecchiette che gli chiedevano "Come faccio ad andare a Mestre (o località analoga)?"

Ore 11:00: sono al secondo cambio di comunicazione. Sembrava che si fosse materializzata sul serio un'autocorsa sostitutiva per Mestre, ma ovviamente era uno scherzone. Poi sembrava che l'Eurostar, anche lui inchiodato a San Dona' facesse il giro per Treviso toccando località amene quali Oderzo e poi dirigendosi a Padova bypassando Mestre. Il folle progetto aveva subito accalappiato la mia simpatia, tanto più che in situazioni di crisi nessuno fa più caso al biglietto. Peccato non disporre di un salottino business.

Ora giurano che stanno sbloccando Mestre. Ovviamente nell'incertezza nessuno farà niente, però almeno nel frattempo sto su un Eurostar con tavolino di legno, corrente elettrica, poltrona fintocomoda, mi sono liberata della marmaglia vociante dell'altro treno, mi sto ricaricando il computer a scrocco, e se ci fosse una wireless qua in giro sarebbe la pacchia.

Ho anche passato la puntata 13 di House MD al ragazzo di fronte che sbevazza birra e si preannuncia essere mio compagno di sventure. (Il disgraziato si è addormentato.)

Ore 11:21: sono un po' delusa. Da trenitalia mi aspettavo un ritardo un po' più consistente... comunque la cosa è stata gestita in modo degno. È stata dipanata la miracolosa comunicazione, e dopo un tempo insufficiente anche all'Uomo Ragno per raccogliere i bagagli e trasbordare, l'Eurostar è partito dileguandosi come una scorreggia nel vento (cit.)

Comunque il viaggio prosegue. Qualche brividino supplementare me lo possono ancora riservare...

Ore 11:43. Il treno, che viaggia a velocità monopattino, rallenta e s'incaglia in the middle of nowhere. Prendo i poccorn® in attesa di qualche tragico annuncio, che forse non vogliono darci perché si sentono un po' polli ad averci creduto, e intanto guardo la lanugine fuori dal finestrino che, sono sicura, arriverà a Padova prima di me. Sette minuti di punti interrogativi, poi ci rimettiamo in marcia (e il termine "marcia" è quanto mai appropriato). Due minuti di timido entusiasmo, poi ci fermiamo di nuovo (con vista tangenziale, però). Ripiglia. Rifrena. Penso che sarebbe bello urlare "O dementi, prestatemi una bici così arrivo a Mestre entro stasera!!!". Poi penso al mio ginocchio sciancato e gran parte della mia sicumera svanisce.

Penso anche a quanto potrei ridermela se a qualche beota venisse in mente di fare una campagna pubblicitaria con slogan "Trenitalia, ogni viaggio un'emozione". O magari un genio represso.

Ore 12:00: arrivo a Mestre. Tempo di ricevere i complimenti del capotreno per il piercing e di localizzare il prossimo treno papabile, vengo a sapere che i manifestanti si sono trasferiti a far casino a Padova. Mi vien da piangere dalle risate. Ma che stanno, cercando guadagnare a Roma a tappe? Ma così ci arrivano quando Bush se n'è già andato e ha spedito una cartolina con su scritto "I love Italian espresso".
Sì, era una battuta da Loggia del Glande Freddo. Ma ora come ora non credo che gli ammenicoli possano cadere più di così...

(Peraltro, ottima tattica quella di impedire ad eventuali manifestanti paganti di arrivare a Roma.)

Ora sono sul treno per Napoli, (sì, quello che è partito da Trieste alle sette e un quarto) e che vanta un sobrio ritardo di centottanta minuti. Qui accanto c'è una ragazza che non parla italiano e non ha ovviamente capito per quale motivo le stiano venendo le chiappe quadrate.

Ore 12:20: Partiamo timidamente. Con un coraggio invidiabile, in mezzo al marasma generale, il capotreno annuncia gli sfiziosi menu del servizio bar-ristorante. Commovente come provino a dissuadermi dalla decisione che, per oggi, non avranno altri miei soldi.

E quello che mi secca è dover trovarmi a concludere che, in fondo in fondo, è andata angora bbene! (cit.)
(by deceptionisland)
Categorie: viaggi, imprevisti, idiozia umana

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venerdì, 08 giugno 2007 ore 01:44
Uff. Dicono che ho già troppa merda nella barra laterale. È vero. Per cui questa la posto qui.


Lo so, è una minchiatella. Ma che volete, non posso mica far sempre cose intelligenti [cit.]

(Se ne volete una pure voi, cliccate QUI).
(by deceptionisland)
Categorie: zapping, giocattoli

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mercoledì, 06 giugno 2007 ore 21:17
Qualche giorno fa.

Il mio capo in procinto di partire per Los Angeles mi chiede a che abbondanze solari ho normalizzato i dati.

Le rispondo che ho usato l'articolo di Pierino e Pinocchio 98 invece di quello di Grazie Prego Scusi 2005 perché una tizia con cui ho lavorato l'anno scorso mi ha detto che non è buona cosa normalizzare dati calcolati con modelli a 2D con misure solari calcolate con modelli a 3D.

Ore 19 meno spiccioli.

Il mio capo da Los Angeles chiede al ragazzo che collabora con me a una certa ricerca a che abbondanze solari ho normalizzato i dati.

Ridacchio, gli dico che ho usato l'articolo di Pierino e Pinocchio 98 invece di quello di Grazie Prego Scusi 2005 perché sta tizia mi ha detto che non è buona cosa normalizzare dati calcolati con modelli a 2D con misure solari calcolate con modelli a 3D.

Lui le risponde.

Ore 20 e spiccioli.

Il mio capo da Los Angeles mi chiede via email a che abbondanze solari ho normalizzato i dati.

Sbuffando dalle mie enormi froge e forse tradendo una certa insofferenza (manco si degnasse di dire "scusami, sono un po' rincoglionita, non è che mi ripeteresti...?") le rispondo quello che prima dell'altro giorno era comunque specificato sull'articolo che abbiamo scritto insieme a gennaio.


E questo succede:

- con ogni file di dati.
- con ogni grafico.
- con ogni specifica del programma del cazzo morto.

Col risultato che oggi ho passato la giornata a ripescare file che le avevo già mandato mesi fa e a rimandarglieli.

La adoro quando mi scodinzola sotto il naso per farmi leggere un articolo nuovo di zecca (che tipicamente le avevo mostrato un paio di mesi prima).


Che dici Tunina°, forse forse è stare qui che è un tantinello frustrante?
(by deceptionisland)
Categorie: lavoro, rapporti interpersonali

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