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Paranoide 42% 49%
Schizoide 62% 53%
Schizotipico 58% 53%
Antisociale 54% 47%
Borderline 82% 47%
Istrionico 46% 43%
Narcisistico 41% 41%
Evitante 62% 39%
Dipendente 10% 37%
Ossessivo-Compulsivo 50% 40%
*scores in gray are the average web score

Credits



mercoledì, 25 luglio 2007 ore 21:01
Sono sempre più insofferente verso chi mi accusa di aver contribuito alla penosa situazione politica presente. Ci sono pochi ideali che mi son sopravvissuti, e uno di questi è l'onestà. Ora, mi spiegate come diavolo potevo votare per una coalizione che sosteneva un premier disonesto, plurinquisito, processato e condannato più di una volta e che è ancora a piede libero grazie alla manna della prescrizione? che ha sistematicamente aiutato i personaggi più turpi (vedi Previti) a levarsi dalla merda con ogni possibile trucco e cavillo (vedi Legge sulle rogatorie)?
Per non parlare della conclamata sudditanza ecclesiastica e totale chiusura mentale verso, ad esempio, tipi alternativi di famiglie, di quella coalizione.
Ho votato non solo turandomi il naso [cit.], ma anche chiudendo gli occhi e foderandomi le orecchie perché non ne potevo più di vedere il senso della morale e della giustizia insultati e calpestati a ogni decreto, mi veniva da vomitare.
Ho votato così senza troppe speranze, conscia che l'uomo che stavo per appoggiare non mi piaceva per niente (e infatti alle primarie non avevo scelto lui...), sapendo che da quel momento in poi data l'accozzaglia di pretese che si mescolavano in quella ribollita si sarebbe andati avanti a riunioni e mutue fellatio (coi denti), e le inculate sarebbero state condite da una nenia che recita "lo facciamo per voi, cari".
Ora questa coalizione ha prevedibilmente intristito tutti fin dal suo primo agghiacciante vagito (l'indulto). Nel mio piccolo vedo che il mio già esiguo stipendio è diminuito con un cavillo niente male, i rimborsi ci mettono il doppio del tempo ad arrivare e dai tanto discussi PACS è nato un farsesco balletto di acronimi. (Non che io intenda per il momento fare un PACS - DICO - CUS, ma mi ero affezionata all'idea.) Sto aspettando il quarto acronimo, spero che almeno sia più frizzante. E la bruciante questione della fecondazione assistita è caduta nel più vergognoso silenzio. Insomma, peggio delle previsioni più pessimistiche.
Ora c'è il nuovo Partito Democratico. Almeno ha la stessa sigla della mamma delle bestemmie. Ma le mie aspettative mi hanno preceduta in vacanza... dato che la reiterata presa per il culo ha un effetto soporifero sulla coscienza.
Detesto il qualunquismo e comunquismo, ma sono sinceramente disperata. Ormai che vada al governo Berlusconi, Rasponi, Cicciolina o Pininfarina ho la vaga impressione che l'unica cosa che mi tocchi fare sia ingollare bocconi di sterco e dire grazie, state lavorando per noi. Intanto che ci siete, datevi un'altra ritoccatina allo stipendio e alle facilities. Sarà retorica, ma spesso è la verità a essere retorica, n'est-ce pas?
Suppongo dunque che a meno di un miracolo politico tenterò il prima possibile di portar via le chiappe di qui, oppure di trovare un riccastro disposto a investire sulla mia nullafacenza, che mi releghi nell'oblio di una vita tenuta super partites da una marea di quattrini e amicizie importanti. Certo che finché continuerò a perdere la testa per degli spiantati...
Ad ogni modo tornando a bomba sull'incipit... come faccio a dire che sono pentita quando l'unica cosa che potevo fare era votare contro una figura disgustosa? Piuttosto che votare Berlusconi avrei votato Forza Nuova, almeno son stupidi e non ci posson far niente...
Quindi non rompete le balle, che anche col governo precedente gli unici che ci hanno veramente guadagnato  erano coloro che non ne avevano bisogno/non se lo meritavano/entrambi.
Più quelli che hanno ricevuto il contributo per il digitale terrestre.
(by deceptionisland)
Categorie: politica religione società

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giovedì, 19 luglio 2007 ore 11:07
Divinity School
Chiedo venia per la laconicità (si dice così?) ma a me il gotico fa un certo effetto.
(by deceptionisland)
Categorie: viaggi

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mercoledì, 18 luglio 2007 ore 20:21
Sbircio i primi segni dell'invecchiamento.
Sono proprio piccoli per ora, naturalmente, ma non me li voglio perdere.
Non li guardo con orrore o con paura, piuttosto con curiosità.
Mi domando come possono sistemarsi e adattarsi sul mio corpo e conciliarsi col mio carattere.

Ecco una risma di venuzze che si sono formate sulla mia coscia destra e alcune più marcate su quella sinistra.
Ed ecco sotto gli occhi microscopiche rughette e macchioline che non sono lentiggini.
Qualche porretto che s'ingrossa.
La carne che si rilassa qua e là.

Affascinante.

Forse il corpo è un registro che si annota le cose vissute un po' qua e un po' la (tipo Memento).

Peccato che io abbia preso da mio papà, che ha aspettato i cinquant'anni prima di vedersi spuntare i primi capelli bianchi.

Foto 24
(by deceptionisland)
Categorie: deliri e sogni

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martedì, 17 luglio 2007 ore 17:52
mattoni rossiwindowsloggia

Come solitamente succede quando qualcuno o qualcosa mi piace, non ho un'idea del perché le città inglesi mi piacciano.
Suppongo sia proabile che un posto m'ispiri se, aprendo gli occhi e trovandomi lì di punto in bianco, immediatamente sappia riconoscere di essere altrove. E questo senza guardare le insegne - son tutti bravi a capire che la lingua è diversa...
L'Inghilterra è particolarmente significativa in questo senso. Lo snapshot che si presenta al visitatore è così tremendously English.

beigepubcomignoli

E allora senza tema del luogo comune ho provato a stilare un freddo campionario [cit.] di alcuni dei più importanti ingredienti del tremendously English.

WEATHER. Rigorosamente grigio. Intendiamoci, essendo luglio non è che il sole o il cielo non si vedano mai. Solo che probabilmente in questo paese così formal si vergognano a star nudi e si ricoprono più in fretta possibile. Poi secondo me l'urbanistica inglese spicca meglio se abbinata streeta un cielo low-profile.

TRAFFIC. Magari non ci si fa caso consciamente, ma l'inversione delle corsie tende a creare un certo senso di upside-down.

SHAPES. Uno sciame di forme particolari per ogni cosa di cui oguna ha il suo posto nell'environment creato dalle altre. Tetti aguzzi, casette monofamiliari, mattoni a vista (rossi o beige), comignoli, grate di ferro, phoneboots, cassette delle lettere (cilindriche), bus, taxi, e poi quella particolare combinazione stair-gate-side courtyard di cui non riesco mai a fare una foto decente.

Cimitero inglese.

APLOMB.
Beh, inutile negare che l'espressione dell'autentico Englishman incrociato per strada esprime il più squisito Well, that's so boring. Devo dire che anche le auto mi danno questa impressione.

GREEN. Quanto meno il clima umido serve a qualcosa.




(Tuttavia non mi spiego come mai il mio alloggio non mi sembri così tremendously English quanto piuttosto sullo stile di Guantanamo... bah)

st annest anne stairindoors

BADroomdeskboiler

Beh, e ora che il blog è stato scritto, posso andare a farmi una bevutina al Royal Oak Pub.

toxic
(by deceptionisland)
Categorie: viaggi, lavoro, lingue

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lunedì, 16 luglio 2007 ore 10:34
Di tanto in tanto mi lamento e spergiuro che il giorno che ho una macchina le ferrovie dello stato non mi vedono più. Quando capita che è un aereo per Londra a lasciarti a terra, la questione si fa un pochino più pelosa.

Ma procediamo con ordine. Oggidì 15 luglio 2007 tra baci, abbracci e pianti i miei genitori mi salutano al metal detector, convinti che un'ora dopo un mirabile uccello di acciaio (e non si parla dell'uomo dai sei milioni di dollari, ma di un volo low-cost) mi avrebbe strappata al sonnolento e caluroso Friuli-Venezia Giulia catapultandomi nell'aeroporto London Stansted. Lì un torpedòne della National Express mi avrebbe accolto con tutti i comfort e in appena tre ore e venti mi avrebbe dischiuso le porte di Gloucester Green, Oxford.

Sarei arrivata in tempo per la registrazione e il rinfreschino e il party di benvenuto dove sicuramente mi sarei aggirata con sommo imbarazzo distribuendo grugniti a tutti e sbocconcellando salatini inglesi - ma almeno avrei risparmiato sulla cena.

I primi timidi Cristi hanno cominciato a volate quando l'orario di partenza si è spostato in avanti di quindici minuti e, contando la tempistica del recupero bagagli (quando avviene con successo, s'intende) i quarantacinque minuti che avevo per fiondarmi sul bus si sono paurosamente assottigliati, per poi svanire nel nulla al successivo cambio di orario.

Però almeno ero contenta che per una volta ero riuscita a piazzarmi per prima alla fila dell'imbarco... Sessantacinque minuti ferma in piedi.

Dopo due o tre passaggi a vuoto di un paio di addetti, mi azzardo timidamente a chiedere quando imbarchiamo. Dapprima il buon uomo in cravatta gialla a pois neri mi ignora, dopodiché bofonchia "eh, ancora un momentino..." assisto alla sfilata degli hostess fuori dall'aereo che è ben ben arrivato, ha fatto rifornimento e ha caricato i bagagli, ma di caricare passeggeri non vuol sentirne parlare.

Incomincio a perdere la pazienza. Il pullman si perderà ma ho un'ottima scusa, e vabbè... ho appurato che il St. Anne's College è aperto tutta la notte, quindi nessun problema per l'accoglienza, ma... qui nessuno ci spiega che cacchio succede né quando ci si imbarca.

Un momentino un par di palle.

Ore 15:25, l'orario previsto per la partenza è passato da cinque minuti... ed ecco, il dramma. Il tabellone segna 19:30.
Ci sarà un errore.
No, non c'è un errore.

Ci lanciamo sui due addetti, che tuttavia scansano le nostre domande mandandoci alle "partenze", perché loro sono occupati a far altro. Possibile che non ci esca neanche un minuto per dare una comunicazione? Certo che i passeggeri devono essere proprio dei gran piantagrane...

Al controllo passaporti comincia a volare (pardon) la diceria che l'aereo ha investito un uccello subendo dei danni.
Uno pterodattilo, probabilmente.

Vado in biglietteria e provo a chiedere informazioni... il buon uomo non sa nulla, ma nega categoricamente (come chiunque un po' sospetta) che la carta dei passeggeri abbia una qualsiasi validità nel caso Ryanair, per cui non ci sarà alcun rimborso a meno che il volo non venga cancellato. Nel frattempo ho modo di gustare lo slogan delle biglietterie del Friuli-Venezia Giulia: Feel Good, Fly Very Good. MAVACAGHER!!!!

Una voce annuncia che al banco check-in 14 distribuiscono voucher pappa. Ne approfitto per cercare di estorcere qualche informazione al tizio che li compila... che ha l'aria del povero cristo, la barba lunga e un riporto messo insieme alla bell'e meglio, e mentre mi porge un buono da 5€ mi mette al corrente della tragedia in volo, ossia: un banco di gabbiani è stato investito dall'aeromobile.

(E ora che succede, chiamano Horatio e tutta la scientifica a fare gli accertamenti, e mettono per aria dei palloncini sagomati sui gabbiani morti?)

No, più semplicemente devono chiamare un tecnico (probabilmente tirandolo giù dal letto) per accertare che l'aereo possa volare senza che altri non solo i pennuti, ma nemmeno i bipedi ci rimettano. Peccato che il tecnico sia a Bergamo. Forse arriva con un volo Ryanair passando da Londra, chissà.

(C'era il funerale di mia madre, una terribile inondazione, il terremoto, il tecnico non aveva i soldi per il taxi, i gabbiani, le cavalletteeeeee!!!!)

Il tizio della biglietteria con cui ho familiarizzato (strano... data la pacatezza con cui l'ho investito pensavo che si sarebbe fatto direttamente trasferire, e invece si vede che ad alcuni le ragazze aspre piacciono) dimostra di saperne più di quanto vuol far credere e mi confessa di essere già al corrente della storia dei gabbiani... e che quasi ogni domenica qualche gabbiano ci rimette (hem) le penne, dato che i piloti Ryanair sono pagati un cazzo e quindi devono arrotondare la paga dando la caccia agli uccelli, uccidendone quindi il più possibile per volta.

Sì, ok, ho preso un po' la tangente: ma chi se ne frega? E così mi diverto a dare informazioni disorientanti a chi me ne chiede... tanto che cambia? L'orario è stato spostato alle 20:45, ci sarà tempo di ristabilire la verità. Tanto son sicura che non l'hanno detta manco a me.

Io però vorrei tanto vederlo questo tecnico bergamasco, che in queste tre ore di trepidante attesa (sono le sei e mezza) si è trasformato in una specie di figura mitologica e fucktotum.
Se arriva e dice che l'aereo non può partire, altro che Ryanair, voleranno delle bestemmie che ti trasportano anche i bagagli fino in Cornovaglia.
Se arriva e dice che l'aereo può partire, lo stesso, dato che queste sei agili ore saranno passate un po' aggratise.

Alle 16:25 mi ricordo che ho un teorico pullman cinque minuti dopo e chiamo il numero delle urgenze della National Express nello spavaldo tentativo di chiedere se posso spostare il mio deretano (assottigliato dall'attesa in piedi, dai frenetici viavai informativi e dalle impietose sudate che mi sono fatte) su uno dei bus successivi.

Tra pronuncia inglese stretta, rumore di fondo e essenziale storiditaggine della telefonista (dall'aplomb ammirevole tuttavia), non riesco ad evitare di spendere 4 euro e mezzo di telefonata e non riesco a farle capire che il volo, che si pensa arriverà per le dieci ora locale, in realtà non si sa affatto quando arriva, e non riesco ad impedirle di spostare la mia prenotazione (con un extra-charge di 3 paunz salvo sceneggiata napoletana al desk della National Express a Stansted... cosa che probabilmente farò) al pullman delle 00:45 che mi garantirebbe un romantico arrivo alle quattro meno un quarto... se solo fossi sicura che veramente lo prenderò.

(Ma che cacchio, son cose da fare in due queste però!!!)

Non posso evitare di gustarmi la freschezza con cui assisterò alle conferenze domani. Aiuto.

Sono le 19. Vado a controllare se ci sono novità. Che so, un tecnico in arrivo a cavallo di un gabbiano gigantesco. Se non avete più mie notizie... beh, spero almeno che sia per una motivazione altrettanto stupida.

NOTA: Il tecnico arrivava veramente da Londra. Via Bergamo.
(by deceptionisland)
Categorie: viaggi, imprevisti, deliri e sogni

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