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"C'è qualcosa che non va nelle persone che evitano il vino, il gioco, la compagnia di belle donne, la buona conversazione. O sono gravemente malate, o sono afflitte da un odio segreto per tutto ciò che le circonda."

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Paul Valéry - Tal Quale

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Georges Courteline - Filosofia di G. Courteline

"Si vede chiaramente dalla guerra in corso che razza di animale sia un soldato. Si lascia utilizzare per instaurare la libertà, per opprimerla, per rovesciare i re, per mantenerli sul trono."

Georg C. Lichtenberg - Osservazioni e pensieri

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George Orwell

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Fëdor M. Dostoevskij - Umiliati e offesi
Douglas Adams - Dirk Gently: Agenzia di investigazione olistica
Daniel Pennac - La prosivendola
Franz Kafka - Il processo
Peter L. Wilson et al. - Strani attrattori
Raymond Queneau - Zazie nel metro
Daniel Defoe - La peste di Londra
Anthony Burgess - Arancia meccanica

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Fritz Lang - Il dottor Mabuse
Hayao Miyazaki - La città incantata
Akira Kurosawa - I sette samurai
Sergej M. Ejzenštejn - La corazzata Potëmkin
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Nicholas Ray - Gioventù bruciata
John S. Robertson - Il dottor Jekyll e Mr. Hyde

Disturbi di personalità

Paranoide 42% 49%
Schizoide 62% 53%
Schizotipico 58% 53%
Antisociale 54% 47%
Borderline 82% 47%
Istrionico 46% 43%
Narcisistico 41% 41%
Evitante 62% 39%
Dipendente 10% 37%
Ossessivo-Compulsivo 50% 40%
*scores in gray are the average web score

Credits



giovedì, 27 dicembre 2007 ore 16:03
Finita la formulazione di un CV che dovrebbe ritrarre una ex-ricercatrice giovane, brillante e dinamica che cerca di riqualificarsi per manco lei sa cosa e a conti fatti è come se si prostituisse. Si sostituisce in pratica l'uomo e la penetrazione da una parte, con un posto di lavoro e la timbratura del cartellino dall'altra.

La motivazione è che l'uomo della tua vita ti ha delusa o forse ti sei tu stufata di lui. La prima giustificazione sarebbe più accettabile, ma in fondo nemmeno con la seconda si può andare avanti, no?

Dall'altra parte, devo studiare il modo più diplomatico per dirgli addio.

Sono stressata.

(by deceptionisland)
Categorie: lavoro

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lunedì, 24 dicembre 2007 ore 23:59
Già mettendo i tag, mi sono resa conto che le parole gatti e viaggi non stanno volentieri assieme.
Eppure sei qui, a cinquecento chilometri da quella che per quasi undici mesi è stato il tuo regno indiscusso e che hai salutato, per sempre, ieri mattina.

Ti ho portato i topini e la tua copertina blu (avresti dovuto chiamarti Linus, dato che ci stai sempre addosso), ti ho ficcato in gola un tranquillante che ti ha fatta diventare per qualche ora una specie di mostro con gli occhi bianchi senza per questo impedire che fossi colta da un attacco d'isteria violenta...

Ora sei in una casa bella grande con un sacco di angolini tutti nuovi da scoprire e nascondersi per far venire dei patemi a mia mamma. In cuori mio spero che tu le distrugga tutti quei soprammobili, le graffi i cassoni di legno finto-antico e che continui a farle la cacca sui divani in pelle.

Insomma, anche se domani mi terrai ancora un po' il muso per questo strapazzo, sarà in tema col clima familiare... (e ad ogni buon conto la tua signorilità t'impedirà di degenerare in chiassose recriminazioni).

Grazie di essere qui.
(by deceptionisland)
Categorie: viaggi, gatti

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venerdì, 21 dicembre 2007 ore 18:43
Dunque

Io sono particolarmente favorevole alla convivenza multietnica/interrazziale, e via dicendo.

Però

I turchi del pianterreno qualsiasi cosa che non sia dormire la fanno fuori casa.

Tengono il cellulare su una seggiolina in cortile in modo che la loro improponibile suoneria la sentano fino al quinto piano dell'isolato vicino, e rispondono urlando come se dovessero parlare con uno che sta in Turchia, ma senza telefono.
Peraltro sta cosa è perversa dato che fa freddissimo: non possono tenere il cellulare in casa ed ivi rispondere?

E quando litigano - colla porta aperta - lei sembra un chihuahua. Bi bi bibibibì!!!!

(In realtà sento un po' la mancanza di una sana lite condominiale. Forse è ora che vada a una riunione...)
(by deceptionisland)
Categorie: idiozia umana, etnicamente

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giovedì, 13 dicembre 2007 ore 12:28
Esposizione di fine ciclo fatta.
Il mio ciclo personale invece continua.

Lo stronzo che pare Stalin e fa domande dalle quali si capisce che stava ascoltando Radio Bocciofila non c'era.
È andata bene

(ma nove su dieci ho la bronchite)
(by deceptionisland)
Categorie: lavoro, disagio

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lunedì, 10 dicembre 2007 ore 14:38
E fu così che un anno e un mese dopo che erano timidamente iniziati i nostri rapporti, quando gli dedicai il tristissimo blues di Addolorato dall'Hotel Mistral di Montparnasse, a sorpresa ho portato in questa capitale europea un Redneck® che non aveva mai volato e che ora, mi confessa, non ne ha avuto abbastanza.

(Pagina in via di aggiornamento.... arriverà anche qualche scatto. Il periodo è convulso)

3/12

Il bello di girare con un Redneck® in una capitale europea.

Si ferma a tutti i negozi di souvenir patacche, si aggira serissimo per poi chiedermi cosa sia meglio tra una palla di cristallo con la torre Eiffel e la neve che scende se la scuoti e un portacenere con tre striscione rossa bianca blu e qualche monumento a cazzo.

Per fortuna poi decide di intascarseli a scrocco senza dire nulla.

Ringrazio quelli della Torre Eiffel che hanno avuto il buon gusto di numerare gli scalini (668).

4/12

Maledizione a Maria Callas e alla sua tomba dispersa nel colombario tra mille altre. E fu così che i nostri eroi si persero per quattro ore al Père Lachaise, uscendone quando le luci stavano abbandonando il cielo e le anime stavano abbandonando le tombe per sgranchirsi le ossa.

Maledizione agli Champs Élysées dove manco i cessi pubblici ci possiamo permettere.

Maledizione ai guardiani del Sacré-Cœur che volevano sequestrarci la macchina fotografica. Non capisco. In fondo lo scugnizzo, in barba al divieto multilingue, stava facendo appena la duecentesima foto appoggiandosi all'altare di San Michele Arcangelo. Col flash.

Maledizione al formaggio francese. Io lo adoro, lui afferma UNO che puzza di pirito DUE che lo mangio solo per dargli contro. Tra l'altro non mi ha voluta baciare per due ore buone dopo che l'ho mangiato, e ha rifiutato il tradizionale lavoretto sulla tomba di Jim Morrison.

La scena del giorno: per testare la capienza di una borsa finto Gucci, dopo avermici infilato guanti, cappello, sigarette, mappe stradali e ombrellino, siccome si scocciava troppo a portarsi appresso un sacchetto contenente baguette, i suddetti formaggi e due bibite in lattina, ha infilato le vettovaglie nella suddetta borsa facendole assumere le dimensioni e il peso di un porte-enfant. Ma soprattutto, ora ho la borsa che profuma gradevolmente di formaggio-pirito.

Maledizione alle brasserie. Dietro alla Sorbona si mangerà anche bene, ma è difficile mettere d'accordo uno a cui piace la carne cottissima (steak) e una che la mangerebbe cruda (tartare), specie quando la prima costa 12 euri e la seconda 13.

A fine giornata, Tornasole® rientra col suo quarto kebab in tre giorni.

5/12

Louvre a manetta.
Rammaricandoci per non essere arrivati all'apertura, ci rincuoriamo che il mercoledì chiuda alle 21, per poi ritirarci con la coda tra due gambe ormai inutilizzabili alle 18:30.

Stesso carosello di brasserie, ma con esito positivo in rue des Cinq Diamants.
Bono il chèvre chaud. Bone le patate al formaggio. Bono il fromage blanc.
Un po' meno bone le cozze, ma c'era da aspettarselo.

In barba a quei criminali dell'Osteria dell'Oppio.


6/12

Esigo di alzarmi tardi, tanto piove.
Ma alla fine la luce chiassosa dalla finestra e un vago senso di mistoperdendoqualcosa hanno la meglio.

Ed è curioso come lo scugnizzo non ce la faccia a non prendere la pioggia come un fatto personale.

Gli è che piove.
Gli è che la Sainte Chapelle costa otto euri e la coda è proprio sotto la pioggia e allora addio.
Gli è che al Marais un posto per mangiare coi tuoi standard - tipico (?), costa poco, se magna tanto - perdipiù con la pioggia e le stronze che t'infilano l'ombrello sotto l'arcata sopracciliare non lo troviamo così, su quattro piedi malconci.

Gli è che toglietemi tutto ma non il mio Braille, e la manifestazione studentesca ni privatisation, e perché non mi chiudo in un convento.
Maledetti passanti, che si fanno vedere a fare in giro quando sanno benissimo che non sono in grado di chiedere loro informazioni.

E ringrazia che siccome sei un bamboccio mi costi poco alle esposizioni.

Gli è che la zuppa di zucca è spaventosamente buona.
E la valigia è sempre spaventosamente ansiogena.

7/12

Dà una certa soddisfazione sentirsi dire "se non era per te che mi svegliavi non me ne fregava niente, l'aereo lo lasciavo partire e tornavamo in autostop".
Di cosa poi non so.

Metro fino a Denfert Rochereau, Orlybus fino a Orly, aereo fino a Linate, metro fino a viale Monza dove girerò per un'ora buona in cerca di una valigia per costui, in compagnia di un set sushi in ceramica, varie intimaglie e libri e una candela smorzabile di svariati chili.

Metro in centrale, treno subito. Un po' troppo subito.


(by deceptionisland)
Categorie: viaggi

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