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Nome: Kuna
"La piccola nave si inoltra nella baia cosparsa di croste nevose. Si arresta davanti alla falesia frontale del ghiacciaio. E’ un muro verde e azzurro alto una cinquantina di metri, una scogliera lucida e repulsiva, che corre a strapiombo per alcuni chilometri. Ogni tanto uno scricchiolio, uno schianto e un gigantesco scroscio. Spinti dal ghiaccio, i blocchi cadono in mare…”
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Template rubato a Blografando e da me rimaneggiato.
...e comunque, se avete l'impressione che non faccia una pippa tutto il giorno oltre a vagabondare per i fora, andate a dare un'occhiata qui.
"Andy crawled to freedom through five-hundred yards of shit smelling foulness I can't even imagine, or maybe I just don't want to. Five-Hundred yards... that's the length of five football fields, just shy of half a mile."
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GINO GIROLIMONI
Alto, capelli castani, leggermente stempiato, di aspetto distinto, Gino Girolimoni, classe 1889, si guadagnava da vivere facendo il mediatore di cause, cioè procurando un avvocato agli operai che erano vittime di infortuni sul lavoro. Dopo una infanzia difficile, segnata dal marchio del “figlio della colpa” (come si usava dire allora) e dopo aver svolto i più disparati mestieri, aveva raggiunto, grazie a questo suo ultimo lavoro, una discreta agiatezza che gli permetteva di ostentare una certa eleganza (nella sua casa gli furono trovati ben dodici vestiti). Disponeva anche di una automobile a due posti, una Peugeot verde targata 55-21033, cosa per quegli anni veramente insolita."Le incessanti, laboriose indagini per la scoperta dell'autore degli assassini di Armanda Leonardi e di altre bambine, condotte silenziosamente, ma tenacemente, sotto la personale direzione del questore di Roma, sono state coronate da pieno successo. Dopo una lunga serie di appostamenti ed osservazioni, l'assassino, raggiunto da un cumulo di prove, che appaiono irrefragabili, è stato identificato ed arrestato. Egli è il mediatore Gino Girolimoni, nato a Roma il 1° ottobre del 1889, dove ha vari appartamenti; precedentemente, ha dimorato nei distretti di Borgo e di Ponte, vale a dire nella zona dei delitti. Vero tipo di degenerato, durante il periodo, durante il quale è stato sottoposto a costanti pedinamenti, si è potuto accertare che ha un'abilità davvero eccezionale nell'eclissarsi, dopo tentativi di adescamento, ricorrendo anche a travestimenti, come risulta da numerose fotografie, trovate in uno dei suoi appartamenti. Procedutosi al suo arresto, l'assassino, sottoposto a stringenti interrogatori, ha mostrato il più ributtante cinismo, negando sempre, e rivelando quell'audacia e quella scaltrezza che aveva già dimostrato nei suoi orribili delitti; ma, contro di lui stanno le prove schiaccianti raccolte, e particolarmente gli atti di ricognizione eseguiti con le numerose persone che lo avevano precedentemente veduto e che lo hanno riconosciuto, senza possibilità d'equivoco e d'inganno".
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Dopo l’omicidio di Bianca Carlieri, i giornali si fecero interpreti dell'angoscia popolare sollecitando la cattura dell'efferato criminale. Lo stesso Benito Mussolini, indispettito per gli insuccessi delle indagini e non volendo che il regime fosse ritenuto incapace di assicurare l'ordine, convocò il capo della polizia Arturo Bocchini e lo sollecitò ad assicurare al più presto l'omicida alla giustizia. I giornali si buttano a capofitto nella vicenda, senza risparmiare al lettore particolari orribili sulle sevizie subite da Bianca.
E cominciò così la caccia al mostro, con sospetti su questo o quel personaggio. Qualche psicopatico si autocalunnia (uno di questi, nel confessarsi autore dell’infanticidio, si uccide ingerendo acido muriatico).
Le autorità di Polizia, al cui vertice siede il quadrumviro della marcia su Roma Emilio De Bono, svolgono “febbrili indagini” ma, come spesso accade, non si giunge a nessun risultato. Il questore della Capitale offrì il fianco a numerose critiche quando decise di rivolgersi ad un veggente che si esibiva in quei giorni al teatro Salone Margherita di via due Macelli.
All’epoca dell’assassinio di Rosina Pelli, al ministero dell’Interno si era insediato come capo del dicastero Luigi Federzoni, fascista della prima ora. Le indagini seguitano a non dare esito. La polizia arrestò un sacrestano, con fama di pedofilo, ed un vetturino, ma ambedue risultarono estranei ai fatti. Il vetturino, sopraffatto dalla vergogna, si uccise avvelenandosi.
Infine, dopo il ritrovamento di Armanda Leonardi, le indagini si fecero più serrate e la pressione dell'opinione pubblica sulla polizia divenne intollerabile. Ormai era chiaro che bisognava a tutti i costi trovare il colpevole. Fece sentire la sua voce addirittura Mussolini in persona che (come scrissero i giornali dell’epoca) “rabbrividendo nelle più profonde fibre del suo tenerissimo cuore di padre”, decide che, una volta per tutte, una così mostruosa serie di delitti non poteva rimanere impunita. Tra questa dichiarazione e l’arresto del mostro, il passo fu breve.
I sospetti, per una serie di circostanze, tra le quali la testimonianza di un oste e l'abbordaggio di una servetta dodicenne, conversero su un giovane uomo di trentotto anni, scapolo, corteggiatore di signore, proprietario di una Peugeot verde, con la quale amava girare per la città in cerca di avventure: Gino Girolimoni.
Girolimoni venne arrestato il 7 maggio 1927. La notizia fu ripresa dai giornali che la pubblicarono con grande rilievo. Il 9 maggio 1927 uscirono i titoli a tutta pagina: “Gino Girolimoni l’osceno martoriatore di bambine è stato arrestato. Il cuore generoso del popolo esulta per l’arresto del turpe assassino, per il Mostro di Roma è la fine”. L'Agenzia Stefani, scrisse che, dopo “laboriose indagini”, erano state raccolte “prove irrefutabili” contro di lui. Anche il criminologo Samuele Ottolenghi, seguace delle teorie lombrosiane, pretese di ravvisare nei tratti somatici dell'arrestato i segni caratteristici del criminale.
Ma chi era quest’uomo nel quale i cronisti si affrettarono a riconoscere i “tratti del tipico degenerato, con gli occhi stranissimi, dal taglio quasi mongoloide, lo sguardo obliquo, falso, sfuggente” e come si era arrivati al suo arresto?
