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Dipendente 10% 37%
Ossessivo-Compulsivo 50% 40%
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mercoledì, 30 aprile 2008 ore 09:22

Mi era passato per la casella email già una volta e oggi me lo son ritrovato su un forum ampliato ed integrato... e siccome mi ha fatto ancora ridere, me lo copincollo qua, così non lo perdo più

ABBECEDARIO - Espressione di sollievo di chi s' è accorto che c'è anche Dario
ADDENDO - urlo della folla quando a Nairobi stai per pestare una merda
ALANO - cane di cui si conosce la presenza di una determinata caratteristica anatomica
ALLUCINAZIONE - Violento colpo inferto col ditone del piede*
ALUNNO - esclamazione sfuggita a Papa Leone all'apparire di Attila
APPENDICITE - attaccapanni per scimmie
ASSILLO - scuola materna sarda
AUTOCLAVE - Armi automatiche dell'età della pietra
BACCANALE - Frutto selvatico usato una volta come supposta
BALESTRA - Sala ginnica per gente di colore
BASILICA - chiesa aromatica
BATTERIA - ammucchiata di microrganismi
BIGODINO - Doppio orgasmo piccolino
BUCANEVE - precisa pisciata maschile invernale
CACHI - domanda che rivolgi ad uno chinato dietro un cespuglio
CADETTO - invito a ripetere perché da là dietro non s'è capito
CALABRONE - Grosso abitante di Cosenza
CALAMARI - Molluschi responsabili della bassa marea
CAPPUCCETTO ROSSO - Profilattico sovietico
CATALESSI - Catalani condannati alla pentola a pressione
CERBOTTANA - Cervo femmina siciliana di facili costumi
CERVINO - Domanda dei clienti all'oste romano
CIAMBELLANO - Colui che ha il più bel buco di culo del reame
CONCLAVE - riunione di cardinali violenti e trogloditi
CONTORSIONISTA - Ebreo arrotolato
COREOGRAFO - Studioso delle mappe della Corea
CUCULO - gay balbuziente
CULMINARE - Fare uso di supposte esplosive
DOPING - Pratica anglosassone del rimandare a più tardi
ELETTROPOMPA - novità bolognese a luci rosse
EQUIDISTANTI - Cavalli in lontananza
EQUINOZIO - Cavallo che non lavora
EUFRATE - Monaco mesopotamico
FAHRENHEIT - Tirar tardi la notte
FANTASMA - Malattia dell'apparato respiratorio che colpisce i forti consumatori di aranciata
FAUNO - quando si vince in casa
FAX - quando si pareggia
FOCACCIA - Foca estremamente malvagia
FONETICA - Disciplina che regola il comportamento degli asciugacapelli
GESTAZIONE - Gravidanza di moglie di ferroviere
GIUBBOTTO - Esplosione al piano di sotto
GIULIVA - Slogan di chi è vessato dall'Imposta sul Valore Aggiunto
INCUBATRICE - Macchina fabbricatrice di sogni
INDOVINELLO - Bevanda alcolica (bianca, rossa o rosé) di Calcutta
INTERPRETATO - Posto tra due preti
LATITANTI - Poligoni con moltissime facce
LICEALE - attribuzione del posto a scuola di Alessandro
LORD - Signore inglese molto sporco
MAIALETTO - Animale che non dorme mai
MASCHILISTA - Elenco di persone di sesso maschile
MELODIA Preghiera di una vergine
MESSA IN PIEGA - Funzione religiosa eseguita da un prete in curva
NEOLAUREATO - Punto nero della pelle che ha fatto l'università
OPOSSUM - Marsupiale americano possibilista
PARTITI - movimenti politici che nonostante il nome sono ancora qui
PRETERINTENZIONALE - Un prete che lo fa apposta
PREVENIRE - Soffrire di eiaculazione precoce
RADIARE - Colpire violentemente usando una radio
RAZZISTA - Fabbricatore di missili
REDUCE - Sovrano con tendenze di estrema destra
RUBINETTO - Gemma preziosa di piccole dimensioni
SANCULOTTO - Patrono degli omosessuali
SCIMUNITO - Attrezzato per gli sport invernali
SCORFANO - Pesce che ha perduto i genitori
SEDATIVO - ricorrente dubbio ipnotico del liceale
SEMOVENTI - prenotazioni di comitive
SMARRIMENTO - Perdita del mento
SOMMARIO - Indicativo presente del verbo 'Essere Mario'
SPAVENTO - Società per azioni eolica
STRAFOTTENTE - Dicesi di persona di grandi qualità amatorie
SUCCESSO - Posizione da toilette
TACCHINO - Parte della scarpina
TALVOLTA - un certo Alessandro, inventore
TELEPATIA - Malattia che colpisce chi guarda troppo la TV
TEMPOREGGIARE - Scoreggiare andando a tempo (tipico dei musicisti poco educati)
TONNELLATA - Marmellata di tonno
UFFICIO - Luogo dove si sbuffa
VERDETTO - Cosmetico verde (a differenza del rossetto che è rosso)
VIGILIA - Donna vigile urbano
ZONA DISCO - Parcheggio a ufo

(by deceptionisland)
Categorie: zapping, chissenefrega

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martedì, 29 aprile 2008 ore 13:21
Come avrete capito ce l'ho su con Alitalia, e sì. Quindi potete capire il mio sconcerto alla lettura di questa perla:
«Noi andiamo avanti con la compagine di azionisti, l'ho fatto in rispetto alla Ue. Ma attenzione, se si mettono a zignare (neologismo inventato dallo stesso Cavaliere: sta per "rompere le scatole", ndr) potremmo prendere una decisione per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato. E' una minaccia, non una decisione».
A parte che io non ho mai sentito un premier europeo che minacciasse l'UE. Ma vabbè, noi siamo speciali.
Comunque, come dire, in un modo o nell'altro, per foraggiare questa compagnia che avrebbe dovuto chiudere i battenti secoli fa, tutte le strade portano ai nostri culi.
(by deceptionisland)
Categorie: idiozia umana, politica religione societĂ 

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giovedì, 24 aprile 2008 ore 16:15
Che poi mi domando.

L'italiano medio, quello che arranca su per la china del finemese, quello che lesina sulle cosucce, che fa il bilancio delle bollette, che paga la macchina a rate e quando scade l'assicurazione bestemmia.

Insomma, avete presente.

All'italiano medio che gliene può fregare del prestigio di sentirsi rappresentato da una compagnia aerea di bandiera?

Tra l'altro non serve nemmeno che inciti gli italiani medi a boicottare Alitalia; si boicotta da sé, dato che è cara come la peste.
(by deceptionisland)
Categorie: viaggi, chissenefrega, idiozia umana

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martedì, 15 aprile 2008 ore 09:25
Cari lettori (?), vi confesso: non ho votato.

Mi chiederete, non hai votato per quella faccenda del disgusto eccetera eccetera?

No, perché pur di evitare che quella carogna fetida di Berlusconi andasse al governo, alla fine, avrei votato pure Topolino (che mi sta un po' sulle palle ed è chiaramente forzista pure lui).

Non ho votato perché l'Italia si trascina, tra le altre cose,  una legge elettorale vetusta e farraginosa.

Come tutte le persone che lavorano il weekend mi serve per fare tutto ciò che non posso fare in settimana (specie se tale settimana la passi da sola), e io non ho 16 ore da perdere per andare in Friuli Venezia Giulia e tornare.
E perlopiù, siccome quei furboni di Trenitalia hanno tolto tutti i collegamenti con treno regionale, non avrei nemmeno avuto il diritto al 60% di sconto.

Che poi anche avessi avuto lo sconto, questo viaggio non è esattamente gratis.
Per quanto ne sanno loro io questi soldi (tra andata e ritorno, 70-80€ senza sconto) io proprio non ce li ho.

Ma la cosa più bella è che io risulto già residente a Genova, però le liste elettorali nei capoluoghi si aggiornano con una frequenza molto più letargica (mediamente ogni sei mesi) e non potrò votare qui prima di luglio.

Avrebbe molto più senso il contrario, ossia, se uno fa domanda di residenza, che intanto si spiccino a dargli una dignità elettorale in quella città, così come gli danno un medico. Altrimenti a che diavolo serve la residenza?

Mi sembra assurdo che i residenti all'estero ricevano il pacco a casa e io e tanti altri ce ne dobbiamo andare affanculo.

Che poi a dirla tutta quanti siamo, 60 milioni? che diavolo ci vorrebbe a rendere computerizzato il tutto e a fare un database nazionale degli aventi diritto al voto? Ci possono riuscire le compagnie telefoniche e non ci può riuscire lo Stato?

In quest'ottica mi pare che l'espressione diritto di voto perda un po' di significato concreto.


(Per quanto riguarda il commento al risultato elettorale, non ho molto da dire, dato che mi aspettavo perfino di peggio; che so, Ferrara ministro della salute. Spero solo di riuscire a levare le tende prima della fine di questi 5 anni.)
(by deceptionisland)
Categorie: idiozia umana, politica religione societĂ 

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lunedì, 14 aprile 2008 ore 12:40
Veniamo dunque a come la penso sull'aborto a livello sociale.

L'aborto legalizzato è una dolorosa necessità.

Se fossimo a Paperopoli dove tutti conoscono tutti e dove tutto è bene quel che finisce bene, non ci sarebbe bisogno di abortire.

Ma purtroppo, come dicevo nel post precedente, ci sono tante ragazze poco fortunate.

Ragazze che vivono in una cultura retrograda, dove nessuno dice loro cosa fare per non mettersi nei guai.
Ragazze la cui famiglia è tanto infervorata nella cultura cattolica da dimenticarsi il primo vero comandamento del cristianesimo: la pietas intesa non come compassione, ma come comprensione e perdono. O comunque famiglie che non le sosterrebbero, che farebbero pesare su di loro l'entità dell'errore e della macchia al proprio "onore".

Ma anche senza andare in situazioni drammatiche, è chiaro che la cultura dell'esteriorità e della superficialità non aiuta a considerare una maternità come un lieto evento per la puerpera in sé, a prescindere dal fatto che al suo fianco abbia un padre ufficiale per il bambino.
Quello che voglio esprimere è questo: è inutile costringere delle ragazze rimaste incinte senza volerlo a mettere alla luce dei figli che in cuor loro odieranno. E chi ci rimetterà saranno soprattutto i figli.
Una gravidanza in età adolescenziale metterebbe a serio rischio le possibilità future della madre, molto più che del padre. Senza parlare del fatto che un figlio pesa enormemente sulle finanze di chi se ne prende cura, e le strutture assistenziali in questo senso sono tragicamente carenti.

In poche parole, non c'è molto ad incentivare una ragazza giovane alla maternità.

E' anche vero che sarebbe possibile partorire in ospedale senza riconoscerlo. Questa sarebbe una grande opportunità secondo me, perché permetterebbe tra l'altro di fare la felicità di qualche coppia senza figli... almeno in teoria, perché molto spesso - quasi sempre - le trafile burocratiche per l'adozione sono a dir poco infernali, mentre in questi casi il bambino avrebbe bisogno di una collocazione tempestiva.

Ma anche questa soluzione ha i suoi contra. Non è applicabile nelle realtà retrograde di cui sopra - una gravidanza al nono mese è difficilmente occultabile. La gente sa e giudica.
Per le donne con un minimo di cuore è veramente straziante separarsi dalla propria creatura fatta e finita.
Un minimo di attenzione può anche meritarlo in fatto che gli aborti in strutture sanitarie sono mediamente 9 volte più sicuri che i parti, i quali possono essere soggetti a complicazioni. Per me sarebbe un fattore secondario, ma può incidere nelle proprie scelte.

Insomma, per farla breve.

La mia utopistica idea sarebbe che, per poter evitare l'aborto bisognerebbe promuovere una cultura dell'informazione, della prevenzione, del sostegno, della tolleranza.

Informazione e prevenzione:

Far conoscere alle ragazze i metodi di contraccezione, rassicurarle sul fatto che il dottore e il farmacista sono tenuti al riserbo.
Denunciare i medici obbiettori* di coscienza che si rifiutano di prescrivere la pillola del giorno dopo, dato che non si tratta di un presidio abortivo (di fatto impedisce la fecondazione) e la legge prevede la possibilità dell'obiezione di coscienza esclusivamente nel caso di interruzione di gravidanza.
Illustrare la possibilità di partorire anonimamente in clinica.
Più utopistico: prevenzione delle violenze sessuali. (sono convinta che al di là di come la penso io, non sia possibile convincere una donna ad amare il frutto di uno stupro se non è già convinta di suo... son cose che non si possono forzare)

Sostegno:

Asili pubblici gratuiti al di sotto di un certo reddito (e che sia un limite decente... anche se la possibilità di frodare il fisco e di fare dichiarazioni mendaci così diffusa in Italia complicherebbe un po' la valutazione del reddito).
Agevolazioni economiche per le ragazze madri, possibilità di una babysitter gratuita.
Sostegno psicologico, assistenza sociale per le realtà familiari difficili.
Esami frequenti alla puerpera (non che per un'eco devi aspettare tre mesi) onde minimizzare il rischio di complicazioni.

Tolleranza:

(Utopistico): Insegnare alle famiglie che se la propria figlia scopa e rimane incinta non è marchiata dal demonio, ma la gravidanza dev'essere sempre e comunque motivo di gioia.


Rimarrebbero le solite teste di cazzo che abortiscono con la stessa leggerezza con cui prendono un'aspirina, per dei motivi futili. (abortisci per partecipare a un reality show? e se ti rompevi una gamba e non potevi partecipare cosa facevi, te la tagliavi?)

Se vivessimo nella sopraccitata Paperopoli, se gli psicologi fossero veramente in grado di stabilire tempestivamente le cause alla base di una scelta che io considero tremenda, allora sarebbe possibile impedire a queste "donne" di fare i loro comodi (chiaramente poi però non si può permettere loro di tenere il bambino... che razza di madri sarebbero?)

Tuttavia (caro il signor Giuliano Ferrara dei miei coglioni), prendere questi casi come esempio mi sembra quanto meno fuorviante. Per citare la sempre ottima Outsider, sarebbe come prendere esempio di maternità quelle madri che uccidono i figli in preda ad una depressione post partum aggravata, o li seviziano, o costringono le proprie figlie a prostituirsi.

Ergo da qui mi vien voglia di far stillare una filippica:

Caro "signor" Giuliano Ferrara, le sembra che la situazione in Italia sia come la auspico, ossia tale da permetterci di rinunciare a quella che io ribadisco essere una dolorosa necessità? Crede davvero che mettere fuori legge l'aborto porterà ad una diminuzione degli aborti? Nossignore. Ci saranno solo più aborti clandestini, medici corrotti si arricchiranno, ragazze accolte in strutture di dubbia igiene moriranno di setticemia (ma magari lei scrollerà le spalle pensando "Se lo sono meritato", vero?), e di tutto questo non ci si potrà lavare le mani perché lo si sa. Caro il mio ciccione immondo e baciapile [cit.], invece di sparare le sue bordate, sarebbe meglio che lei si facesse un'idea di quella cultura della tolleranza e del sostegno che menzionavo prima. Se davvero si vuol fare a meno dell'aborto, bisogna risolvere il problema alla radice. Si metta dunque al lavoro!
Ma lei non solo è chiaramente un maschilista, e di queste cose non capisce un cazzo, ma ha usato un tema scottante e controverso per fare un po' di cagnara. Il suo atteggiamento riguardo alla questione denota un disinteresse totale a quelle che sono le vere necessità assolte dalla legge 194, è totalmente privo di analisi delle problematiche correlate (un'analisi come quella che ho fatto io, per intenderci, ma possibilmente più approfondita) e, in definitiva, è null'altro se non chiassosamente demagogico.
Per cui, dato che a lei dell'aborto non gliene può fregare di meno, le faccio presente che se vuole attirare l'attenzione, ci sono modi meno invasivi di farlo.

(Poco) cordialmente,

S.K.Ballero
(e con questo ho concluso... anche se detesto scrivere in modo così frammentario mentre lavoro).
A mos veura.

(*Nev, se mi rompi le scatole con la doppia b di obbiettori giuro che TI SODOMIZZO!!! [cit.])
(by deceptionisland)
Categorie: politica religione societĂ 

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lunedì, 14 aprile 2008 ore 09:52
Dunque.

Dopo lunghi tentennamenti da ascriversi all'annoso problema della mancanza di tempo e ispirazione, mi decido a esprimere la mia posizione sull'aborto.

Onde carpire un bandolo, partirò da una prospettiva personale.

Quando ero giovane (diciamo l'età dei primi turbamenti) ho avuto qualche fortuna.
La più grande è la mia enorme curiosità per la medicina, sviluppatasi da quando ho imparato a leggere, specie - tra le altre cose - per le malattie genetiche; il che mi ha portato per vie non troppo trasverse ad interessarmi all'atto del concepimento e a come prevenirlo.
La seconda è stata un corso di educazione sessuale - della misera durata di due ore, ma le attività extracurriculari erano ancora viste con sospetto nell'anno 1992, quando andavo alle medie. Comunque la titolare del corso è stata esplicita, concisa e per nulla imbarazzata.
La terza è stata incappare nel famoso libretto di Lupo Alberto, messo all'indice dall'allora ministro della Sanità Rosa Russo Jervolino «perché non rispettava la coscienza morale e civile degli allievi e la libertà di scelta educativa delle famiglie» (come se la scuola e la società, in caso di famiglie oscurantiste, se ne lavassero altamente le mani). Tale libello, per chi non lo ricordasse, illustrava in modo esaustivo l'utilizzo del profilattico, con prosa chiara ma scherzosa e di facile lettura.
Per quanto riguarda l'educazione domestica, se da una parte avevo imparato tutto da me leggendo libri e opuscoli, e quindi non ho mai avuto bisogno di chiedere troppi lumi ai miei, dall'altra so che avrei potuto farlo anche se, all'epoca, la loro posizione morale riguardo al sesso occasionale o in età "precoce" non mi era molto chiara.
Questo per dire che probabilmente, se avessi avuto rapporti sessuali in età adolescenziale, non avrei fatto scemenze.

Ma io sono stata fortunata. Vivevo in un ambiente progressista, ero curiosa di natura. E non sono mai stata stuprata.

Per cui veniamo a bomba all'aborto. Sempre in quella gioventù, ero favorevole, ma non ho mai avuto l'occasione di pensarci in prima persona dato che fino alla maggiore età non ho avuto occasioni concrete per trovarmi faccia a faccia col problema; in ogni caso per me chi aveva abortito non è mai stato oggetto di discriminazione o di pietà.

Quando la mia vita sessuale ha finalmente preso il largo, a causa dei miei problemi di oligomenorrea, ci sono state frequenti occasioni di meditarci su. Coi fidanzati "ufficiali" il preservativo si usava non sempre - diciamo che non avevo quella di mettermi a rompere le scatole ogni volta. I miei numerosi tentativi non mi avevano ancora portato a trovare la pillola che non mi facesse gonfiare come un uovo e non mi facesse bruciare insopportabilmente le parti intime durante il coito, quindi piuttosto che soffrire, preferivo fare senza.
Per un lungo periodo ho assunto un medicinale teratogeno per curare l'ovaio policistico, perciò in ogni caso nell'eventualità di una gravidanza avrei dovuto interrompere, ma odiavo quell'idea e non me la sentivo di vederla come scusa buona per andarci alla leggera. Sapevo che per me sarebbe stato traumatico.

Ho pensato a lungo alla posizione da assumere riguardo alla liceità dell'aborto in sé. Per me la vita coincide con lo sviluppo della coscienza di sé e non con la fecondazione. Questo può voler dire tutto e niente. Probabilmente non è del tutto coerente condannare la pena di morte e assolvere l'aborto; nel primo caso hai la certezza di star eseguendo un meschino meccanismo giustizialista su una persona viva e cosciente, sebbene qualche volta ripugnante, nel secondo caso è più sfumato e c'è spazio per far decidere la coscienza.

In ogni caso sono anni che ho preso una decisione a riguardo, e cioè che per me l'aborto non è plausibile come scelta, nemmeno in caso di stupro (non credo che mio figlio sarebbe un bastardo solo perché suo padre lo era) o in caso di determinate malattie che determinassero una vita breve del nascituro senza mettere a repentaglio la mia (la morte di mio figlio potrebbe significare vita per tanti altri che riceverebbero i suoi organi sani), o nel caso di altre malattie che determinerebbero una vita menomata, ma comunque percorribile (cecità, sordità, arti mancanti o deformi, sindrome di Down).

Ma questo vale per me.

(continua)
(by deceptionisland)
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lunedì, 07 aprile 2008 ore 14:07
Sioresiori, non ci credevo ma il seguente manifesto elettorale ha fatto la sua brava comparsa a Milano  almeno in corso Lodi e nei pressi di piazza Crocetta (e non ho girato moltissimo questi giorni).

Toro Seduto
(Nota: forse la variante nei succitati cartelli era un più concreto Loro non hanno messo regole all'immigrazione, ora vivono nelle riserve!)

Per insaporire un po' il fine settimana, io e Moccioso siamo anche incappati in una manifestazione del Popolo della Libertà in piazza Duomo appena in tempo per cogliere l'appassionata arringa di un'invasata non meglio identificata, la quale prometteva che avrebbero esportato il modello lombardo nel mondo. Toccante.
(by deceptionisland)
Categorie: politica religione societĂ 

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venerdì, 04 aprile 2008 ore 14:11
«Ci sono anime miti che giudicherebbero Lolita insignificante perché non insegna loro nulla. Io non sono né lettore né scrittore di narrativa didattica, e, a dispetto delle affermazioni di John Ray, Lolita non si porta dietro nessuna morale. Per me un'opera narrativa esiste solo se mi procura quella che chiamerò francamente voluttà estetica, cioè il senso di essere in contatto, in qualche modo, in qualche luogo, con altri stati d'essere dove l'arte (curiosità, tenerezza, bontà, estasi) è la norma.»

(Vladimir Nabokov, A proposito di un libro intitolato Lolita, 12 novembre 1956)
(by deceptionisland)
Categorie: ipse dixit, poesie libri fumetti

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mercoledì, 02 aprile 2008 ore 14:25
12:53 Berlusconi: "Se mi intercettano lascio l'Italia"

«Io uso il mio telefonino con la più ampia libertà. Se poi usciranno fuori le intercettazioni delle mie telefonate lascerò questo Paese». Lo ha detto il candidato premier del PdL, Silvio Berlusconi.

Immagino che sceglierà un paese che non ha un accordo di estradizione con l'Italia. Che so, la Tunisia.

(Ma immagino, anche, ahimé, che sia la solita promessa da marinaio)
(by deceptionisland)
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