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Ossessivo-Compulsivo 50% 40%
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giovedì, 30 ottobre 2008 ore 10:48
Caro A, e però te a volte mi fai proprio incazzare.

Quando dico che di zerbini per le mani me ne son passati, intendo anche te. Perché tu ok, probabilmente non sei quest’adone, ma ho visto gente conciata molto peggio esteticamente.

Ora, a te cosa ti concia male?
Omettendo determinate (ovvie) influenze parentali, perché vabbé, c’hai anche trentun anni… Ti concia male che siccome parti un po’ svantaggiato, non appena c’hai un’occasione, blam.

Non importa se la tua (dubbia) stabilità mentale non tragga giovamento dall’andare a letto con ragazze che chiaramente andrebbero legate per scopi tutt’altro che sessuali; o con ragazze che, diobono, basterebbe uno sguardo di sbieco a capire che saranno la tua zavorra in un mare di merda, vuoi perché sono in un periodo che non ci capiscono niente, vuoi perché capiscono fin troppo bene, vuoi perché ancora nessuno ti ha spiegato com’è che, se la ragazza di un amico ti apre le gambe e tu non gliele richiudi delicatamente, cessi di essere amico e diventi – che so – uno stronzo. E non spostare il discorso sul fatto che sia zoccola lei e fesso l’amico, perché è un ragionamento da berlusconiani fatti e finiti. Anzi, mi domando com’è che non sei berlusconiano.

Ti dirò.
Tutto ciò mi fa riflettere, spesso, cosa mi convenga continuare a frequentarti. La risposta è che mi fa piacere mangiare con qualcuno ogni tanto, e per il resto anche io ho fatto una marea di cazzate, ma proprio una marea, con la differenza che io non ho scaricato la colpa sugli altri e non ho continuato come se niente fosse; il che, giunti a questo punto, mi ha resa totalmente immune ad una moralità a dir poco dubbia come la tua. Insomma, prima che tu decida che non è il caso di continuare a penetrare una ragazza, ci vuole che questa abbia preso un razzo per Marte, e talvolta manco quello funziona.

Mia opinione è che se sulla gnocca fossi un po’ più selettivo, non avresti bisogno di non essere selettivo. So che sembra contorto ma sono sicura che, se la vuoi capire, la capirai; pertanto, non la capirai. In altre parole, è la tua non selettività che fa di te uno sfigato, non il contrario.

Comunque, ti ho sentito bestemmiare dio, la madonna, gesù cristo, cherubini, serafini e santi dal primo giorno in cui ho scambiato mezza parola con te. Ti dichiari ateo e anticlericale e gli scout ti stanno sulle palle… ma solo quelli maschi. E quando oggi ti ho accennato allo sbattesimo, tant’è, mi sei venuto a dire che eh, sai com’è, però se poi ti metti con una che vuole sposarsi in chiesa, è tutto un casino col prete, e la famiglia di lei ci tiene e fa storie, e pitipì pitipà…

E vabbuò.
Contento tu che passeresti il resto della tua vita a sembrare quello che non sei, a sottostare a determinate pretese e a dar loro la precedenza sulle tue convinzioni pur di avere un utero in comodato d’uso, qualcuno da chiamare “cara” e magari la cena preparata tutte le sere (checché tu ne dica, sei un maschilista nemmeno troppo dissimulato).

Non se ne parla nemmeno, ovviamente, di prendersi un periodo per conoscere la persona e valutare se ci sia o meno una corrispondenza d’intenti anche minima. No, tu t’innamori alla seconda uscita, o meglio ti affretti a dichiararti innamorato per giustificare con qualcosa di (giustamente) irrazionale come l’innamoramento il tuo totale abbandono di qualsiasi principio e coerenza morali, pur di non rimanere solo.

Non importa se così tendi a suscitare un vago moto di stomaco nelle persone che, magari, varrebbe la pena tenersi vicine (anche se non ti servono a fini di copula).

Vero è che la realtà sociale è quello che è, e spesso i genitori ne hanno un gran dispiacere eccetera.
Ma è tempo che anche i genitori crescano, e che la realtà sociale cambi.
Anche con cavolate individuali, come il dichiararsi ufficialmente non cattolico.

E ∆.
(by deceptionisland)
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martedì, 28 ottobre 2008 ore 19:40
Tempo addietro il Generale pubblicò un morphing dei visi di attrici, secondo un andamento pressappoco cronologico.

Oggi curiosando ho trovato l'analogo per gli uomini.

Salvo pochissime eccezioni di coda (giacché per gli ultimi si tende a scegliere tra i famosi, non avendo un metro di giudizio "storico"), anche coloro che non mi piacciono come attori si sono conquistati il loro posto nel Cinema.


(by deceptionisland)
Categorie: cinema, zapping

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domenica, 26 ottobre 2008 ore 19:46
Ho appena finito di leggere Il pianista, il libro di Władysław Szpilman da cui è stato tratto l'omonimo film di Polanski. Mi ha rimandato con un po' di tristezza al mio viaggio a Varsavia, dove ho passato il Natale 2004 in un McDonald's (essendo i polacchi religiosissimi, era blasfemo solo pensare di trovare un qualunque ristorante/bar/bettola aperti e abbiamo rischiato seriamente la denutrizione).

Varsavia è una classica capitale dell'est, ma non riesce a emanare la sua storia, per l'ovvio motivo di essere stata sistematicamente, chirurgicamente demolita dai tedeschi in rotta, palazzo per palazzo, svuotata dei suoi abitanti stanza per stanza. E' stato come conoscere una bellissima ragazza vittima di un terribile incidente che l'ha sfigurata ovunque. La puoi rifare uguale a prima, ingaggiare i migliori chirurghi plastici, ma il suo viso, il suo corpo avranno perso le tracce della vita e dell'autenticità. Così è Varsavia. La vita che rimane incollata alle mura di una città, a Varsavia è stata sciacquata via nel fuoco.

Ma non indugerò oltre. Con riferimento a certe leggi di oscura attuazione che sono state proposte ultimamente, e che qualche sprovveduto sinistroide definisce avventatamente come ghettizzanti, vorrei riportare questo brano del libro testè citato.
«Di lì a poco, due ulteriori eventi incisero profondamente sullo stato d'animo generale. Innanzitutto l'inizio dell'offensiva aerea tedesca contro l'Inghilterra; quindi l'affissione di cartelli posti agli ingressi di certe strade, quelle destinate a delimitare in seguito i limiti del ghetto ebraico, affinché i passanti fossero informati della presenza del tifo in quelle strade, e dovessero quindi evitarle. Poco dopo, sull'unico quotidiano pubblicato a Varsavia dai tedeschi in lingua polacca, apparve un commento ufficiale a questo proposito: non solo gli ebrei erano parassiti sociali, ma anche propagatori di malattie infettive. Non vivevano affatto rinchiusi nel ghetto, proseguiva la cronaca, e la stessa parola ghetto era improponibile. Il giornale proseguiva affermando che i tedeschi appartenevano a una razza troppo magnanima per confinare perfino parassiti come gli ebrei dentro un ghetto, un'istituzione sopravvissuta al medioevo e indegna del nuovo ordine europeo. Occorreva invece creare un quartiere a sé stante per gli ebrei della città, destinato esclusivamente agli ebrei, dove questi avrebbero goduto di una libertà totale insieme con la possibilità di conservare la propria cultura, le proprie usanze e le pratiche tradizionali proprie della razza. Solo per esigenze igieniche quel quartiere sarebbe stato cinto da un muro affinché il tifo e altre malattie ebraiche non si diffondessero in altre parti della città. Questa relazione umanitaria era corredata da una piantina che definiva i limiti precisi del ghetto.»
(by deceptionisland)
Categorie: viaggi, poesie libri fumetti, politica religione società, etnicamente

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venerdì, 24 ottobre 2008 ore 00:20
Dichiarazione odierna (ormai di ieri, a dire il vero) su "Il Giorno", "Il Resto del Carlino", "La Nazione" del senatore a vita Francesco Cossiga (evidentemente memore di come gli andò bene con Giorgiana Masi nel 1977)
«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì»
(Ringrazio Giuliano che ha segnalato la pagina di Wittgenstein da cui ho copincollato e, in cuor mio, spero che sia un falso o una strumentalizzazione)
(by deceptionisland)
Categorie: idiozia umana, politica religione società

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giovedì, 23 ottobre 2008 ore 10:14
Giacché sono stufa di essere accorpata a una non meglio definita cerchia di intellettualoidi, contraddistinti con l'appellativo di sostenitori di Lynch, e caratterizzati dal fatto che appunto, Lynch li fa sentire così decisamente chic; giacché ciò mi scoccia, dicevo, ci tengo a chiarire la mia posizione riguardo a questo un tempo discusso e probabilmente ora sopravvalutato regista.

Dunque, come già dissi in qualche intervento, Lynch ha un suo linguaggio e una sua logica, che sono prevalentemente quelli del mondo onirico. In effetti in molte scene di film suoi si tende a incazzarsi perché sembra non evolvano da nessuna parte o evolvano in un modo che sembra negare tutte le premesse; questo, in effetti, spesso succede nei sogni.

Resta il fatto che, finché fai esercizi onirici senza fornire una chiave interpretativa accessibile almeno al 50% del pubblico, puoi chiamarli esercizi onirici, non farne dei film per la grande distribuzione. A mio avviso è un tipo di voyeurismo molto perverso quello che mette in atto Lynch con film come Strade perdute o Inland Empire (quest'ultimo non l'ho visto ma grazie a Stefano Disegni mi sono fatta un'idea della trama e beh, non credo che lo vedrò), vale a dire, sapere che dato che ti chiami Lynch c'è un sacco di gente che viene a vederti mentre, di fatto, ti masturbi.

Tuttavia qualche volta Lynch è ispirato (a dire il vero lo era molto di più agli esordi) e, in qualche modo, prende contatto col mondo. Quando questo succede, lascia un segno tutto suo in chi riesce a cogliere il *senso*. Il che non significa che, in questi film ispirati, un senso logico ci sia davvero, perché bisogna tener conto che i canali preferenziali sono quelli del sogno: tuttavia, in chi è predisposto a coglierla, esiste la possibilità di una comunicazione, che sia essa di contenuti narrativi in senso tradizionale (The Elephant Man), o di sensazioni non banali (Eraserhead), o di entrambi (The Straight Story).

Il film che sta al limite tra i due Lynch, quello masturbatorio e quello ispirato, è Mulholland Dr., la cui chiave di interpretazione è molto ardua da individuare, ma una volta scovata, permette una lettura del film ricca di sfaccettature anche personalizzabili (e quando dico che sta al limite intendo appunto questo: quando un film eccede in *personalizzabilità*, comincia a sentirsi puzza di presa per i fondelli). Resta comunque un film visivamente ed emotivamente bello, per chi riesce ad entrarci in empatia.

A questo proposito, fatti salvi i necessari distinguo, mi azzarderei a fare un "parallelo sghembo" tra Lynch e Dostojevskij, in questo senso: entrambi hanno una propria prospettiva della realtà, e bisogna essere predisposti per apprezzare il Lynch ispirato e (in questo ha ragione il Generale) intellettualoidi snob per apprezzare quello masturbatorio; e un po' sgamati per capire dove finisce l'uno e dove inizia l'altro.


(Generale, ora puoi sfottere su qualcos'altro? Che so, Banana Yoshimoto?)
(by deceptionisland)
Categorie: cinema, chissenefrega

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giovedì, 16 ottobre 2008 ore 17:16
Roberto Saviano lascia l'Italia. Per avere una vita sua e smettere di condurre un'esistenza da recluso che, invece, si meriterebbero quelli che lui denuncia.
Me l'aspettavo, mi domandavo solo come mai non l'avesse ancora fatto.

Lo stesso, leggere questo articolo mi ha riempito di una rabbia triste, come se mi stessero minacciando un fratello, un amico irrinunciabile. Il suo libro è stato più di un reportage, è stato un diario in cui ha messo in gioco più della verità nuda e cruda, anche la propria coscienza solipsistica di quella verità. Mi ha permesso di entrare in contatto diretto con quella rabbia, con quell'angoscia, di farla mia. E ora non mi lascerà più.

Lo stesso, ho paura che riescano a ripescarlo ovunque vada, e a farlo fuori. Sarebbe fin troppo facile localizzare qualcuno che ha voglia di vivere, di uscire, perché è stufo e sente di averne il diritto. Ho paura.

Qualcuno ha detto che era d'accordo con i boss per dividersi gli introiti del libro.

A tale proposito non ho nulla da aggiungere al commento di zio rocco:

«Questa proprio mi mancava, ma tant'è siamo in Italia, no?

Una delle cose che mi ha sempre colpito più negativamente del nostro Paese rispetto ad altri paesi occidentali è la protervia con cui una forte magioranza di persone non ammette che possa esistere qualcuno di pulito; qualcuno che possa avere successo e magari fare soldi onestamente e con vera bravura; qualcuno che possa andare avanti solo con la forza delle proprie idee e dei propri meriti.

Del resto, pochi paesi come l'Italia vantano una paragonabile diffusione di massa di corruzione, nepotismo, corporativismo. E l'Italia detiene probbilmente il record assoluto per quanto riguarda il dispregio per la meritocrazia, l'immobilità sociale, la cooptazione para-mafiosa, la gerontocrazia, le camarille di tutti i tipi e a tutti i livelli.

Quindi: possibile che Saviano, oltre che pericolosamente giovane, sia anche bravo e magari onesto? Ma figuriamoci: sarà anche lui come (qualsi) tutti noi!

Del resto, ripensandoci, così come questo paese fa fuggire all'estero la maggior parte dei suoi migliori e giovani talenti nella ricerca scientifica o nella finanza, non ci porremo mica il problema per uno scribacchino di meno, no? Tanto qua ci basta e avanza Vespa».
(by deceptionisland)
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giovedì, 09 ottobre 2008 ore 20:12
Non tutto il male viene per nuocere, si dice. A quanto pare il ministro Brunetta, durante il suo intervento a Madrid, dove si teneva la conferenza "Foro Nueva Economia" è riuscito a far nascere negli spagnoli un forte senso di solidarietà per i lavoratori della Pubblica Amministrazione italiana.

Questo è il testo della lettera inviata dalla Federación de servicios y administraciones públicas (la PA spagnola, tanto per intenderci) alla PA italiana (INPS, INAIL, istruzione, sanità e forze dell'ordine). Purtroppo non ho tempo di tradurla, ma penso che il succo si capisca.

Estimados/as compañeros y compañeras:
Desde CCOO. Federación de Servicios y Administraciones Públicas, queremos trasladaros todo nuestro apoyo y solidaridad con la lucha y las movilizaciones que mantenéis en beneficio de los derechos de los trabajadores y trabajadoras y de la ciudadanía en vuestra nación.
Estos derechos, que seriamente se ven amenazados día a día en toda Europa con políticas que ignoran el bienestar común, requieren para su defensa un esfuerzo común de todos aquellos que defendemos una Europa Social y con derechos y Servicios para todos.
Desgraciadamente el Ministro Brunetta, en su intervención en Madrid en el Foro Nueva Economía, una vez más atacó frontalmente a los Sindicatos y a la Administración Pública e intentó tachar a los trabajadores públicos de “vagos y maleantes”.
Por tanto, reiteraros de nuevo en nombre de todos los compañeros y compañeras que conformamos Comisiones Obreras, nuestro más sincero y fraternal apoyo.


Miguel Segarra Ortiz
Secretario General

Jacek Ciacma
Secretario de Internacional
y Servicios Públicos
(by deceptionisland)
Categorie: politica religione società

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