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Nome: Kuna
"La piccola nave si inoltra nella baia cosparsa di croste nevose. Si arresta davanti alla falesia frontale del ghiacciaio. E’ un muro verde e azzurro alto una cinquantina di metri, una scogliera lucida e repulsiva, che corre a strapiombo per alcuni chilometri. Ogni tanto uno scricchiolio, uno schianto e un gigantesco scroscio. Spinti dal ghiaccio, i blocchi cadono in mare…”
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...e comunque, se avete l'impressione che non faccia una pippa tutto il giorno oltre a vagabondare per i fora, andate a dare un'occhiata qui.
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«Di lì a poco, due ulteriori eventi incisero profondamente sullo stato d'animo generale. Innanzitutto l'inizio dell'offensiva aerea tedesca contro l'Inghilterra; quindi l'affissione di cartelli posti agli ingressi di certe strade, quelle destinate a delimitare in seguito i limiti del ghetto ebraico, affinché i passanti fossero informati della presenza del tifo in quelle strade, e dovessero quindi evitarle. Poco dopo, sull'unico quotidiano pubblicato a Varsavia dai tedeschi in lingua polacca, apparve un commento ufficiale a questo proposito: non solo gli ebrei erano parassiti sociali, ma anche propagatori di malattie infettive. Non vivevano affatto rinchiusi nel ghetto, proseguiva la cronaca, e la stessa parola ghetto era improponibile. Il giornale proseguiva affermando che i tedeschi appartenevano a una razza troppo magnanima per confinare perfino parassiti come gli ebrei dentro un ghetto, un'istituzione sopravvissuta al medioevo e indegna del nuovo ordine europeo. Occorreva invece creare un quartiere a sé stante per gli ebrei della città, destinato esclusivamente agli ebrei, dove questi avrebbero goduto di una libertà totale insieme con la possibilità di conservare la propria cultura, le proprie usanze e le pratiche tradizionali proprie della razza. Solo per esigenze igieniche quel quartiere sarebbe stato cinto da un muro affinché il tifo e altre malattie ebraiche non si diffondessero in altre parti della città. Questa relazione umanitaria era corredata da una piantina che definiva i limiti precisi del ghetto.»
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«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì»(Ringrazio Giuliano che ha segnalato la pagina di Wittgenstein da cui ho copincollato e, in cuor mio, spero che sia un falso o una strumentalizzazione)
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Giacché sono stufa di essere accorpata a una non meglio definita cerchia di intellettualoidi, contraddistinti con l'appellativo di sostenitori di Lynch, e caratterizzati dal fatto che appunto, Lynch li fa sentire così decisamente chic; giacché ciò mi scoccia, dicevo, ci tengo a chiarire la mia posizione riguardo a questo un tempo discusso e probabilmente ora sopravvalutato regista.Permalink | Leggi i commenti (6) | commenti (6) (popup)
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Estimados/as compañeros y compañeras:
Desde CCOO. Federación de Servicios y Administraciones Públicas, queremos trasladaros todo nuestro apoyo y solidaridad con la lucha y las movilizaciones que mantenéis en beneficio de los derechos de los trabajadores y trabajadoras y de la ciudadanía en vuestra nación.
Estos derechos, que seriamente se ven amenazados día a día en toda Europa con políticas que ignoran el bienestar común, requieren para su defensa un esfuerzo común de todos aquellos que defendemos una Europa Social y con derechos y Servicios para todos.
Desgraciadamente el Ministro Brunetta, en su intervención en Madrid en el Foro Nueva Economía, una vez más atacó frontalmente a los Sindicatos y a la Administración Pública e intentó tachar a los trabajadores públicos de “vagos y maleantes”.
Por tanto, reiteraros de nuevo en nombre de todos los compañeros y compañeras que conformamos Comisiones Obreras, nuestro más sincero y fraternal apoyo.
Miguel Segarra Ortiz
Secretario General
Jacek Ciacma
Secretario de Internacional
y Servicios Públicos
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