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Dipendente 10% 37%
Ossessivo-Compulsivo 50% 40%
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martedì, 18 novembre 2008 ore 11:02
Ultimamente dimostrarsi oltremodo (e dico oltremodo) tolleranti sul tradimento pare sia diventato sinonimo di accettazione sociale, apertura mentale e via dicendo.
Insomma, il tradimento sembra essere diventato a livello di senso comune come un ottavo sacramento da apporre giusto giusto dietro al matrimonio, come opzione certo, ma opzione altamente fruibile.

Giacché riguardo a quest'argomento specifico mi si è tacciata di cattolicesimo, dogmatismo, stucchevolezza e quant'altro (per inciso, dimenticando in toto qualsiasi discorso laico e liberale che io abbia mai fatto in passato), come minacciato altrove, riporto qui la mia summa di pensieri in proposito. Ribadisco a scanso di equivoci la mia definizione di tradimento, che per me significa entrare in *forte intimità* con terzi senza che il partner sia consenziente.

Innanzitutto sono quasi totalmente d'accordo con coloro che affermano che chi non ha mai tradito per motivi di superego, qualunque essi siano, e che proclami a priori che si tratta di una cosa da condannare, sia più prono a cascarci di chi ha qualche esperienza in proposito o di chi ha una posizione più possibilista.

Il mio caso è di chi ha qualche esperienza in proposito e ha deciso di non fare più del male non tanto al partner, quanto a se stessa. Su questo punto penso di poter avanzare qualche diritto, no?!

C'è poi il fatto che detesto tanto, ma proprio tanto, i discorsi del tipo "tutti tradiscono", "se non lo fai tu è tua moglie", "la fedeltà non è di questo mondo", "sei un'ingenua se pensi che Tizio non ti abbia mai cornificato". E di discorsi del genere ne sento veramente a frotte.

Mi fanno girare il cazzo a bomba per tre motivi: primo, perché ai discorsi che generalizzano sono allergica in modo conclamato; secondo, perché mi ricordano tanto i classici discorsi all'italiana della serie così fan tutti, con cui ci si giustifica con se stessi e con la propria coscienza quando si froda, quando si lascia una persona che sta male per strada, eccetera; terzo, avendo appunto notato che sono discorsi terribilmente alla moda, ciò me li rende ancora più fastidiosi.

(Il che, ammetto, lì per lì può avermi portato, insieme alla fretta, a calcare un po' la mano nei toni, qui e là.)

Non nego l'esistenza di determinate condizioni che possano in parte giustificare il gesto, sono sicura di poter trovare delle notevoli eccezioni puntuali per le quali il mio giudizio non vale, eccetera, eccetera; ma rimango dell'idea che
1. nel 99,5% dei casi ci sia almeno un'alternativa possibile e preferibile al tradimento;
2. nella maggior parte dei casi chi tradisce è, almeno un po', ipocrita;
3. nei restanti casi chi tradisce è un debole.

Per cui, promettendo solennemente che lascerò i commenti intatti, si accettano valutazioni di cattolicesimo, dogmatismo, stucchevolezza e quant'altro. Ed è l'ultima volta, giurin giurello, che parlo di questo argomento.
(by deceptionisland)
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lunedì, 17 novembre 2008 ore 16:07
«Il padre di Eluana ha vinto la sua battaglia di militanza, anche ideologica, a cui teneva. Ora però invoco un'assunzione di responsabilità, a fronte del fatto che nel provvedimento della Corte d'appello non c'è alcun obbligo di dare seguito a quanto accertato. Adesso è il momento della responsabilità, di Beppino Englaro, del medico di Eluana, delle strutture sanitarie, della politica.»
Questa la richiesta del sottosegretario al Welfare per i temi bioetici, Eugenia Roccella.
Perché chiaramente, se uno passa decenni a far tutto questo putipù, alla fine è soltanto per dire "Gne gne, ho vinto io".
(by deceptionisland)
Categorie: ipse dixit, idiozia umana, politica religione società

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giovedì, 13 novembre 2008 ore 16:49
mercatino
E grazie Giuliano, che non sa fare copincolla da un pdf
(by deceptionisland)
Categorie: politica religione società

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sabato, 08 novembre 2008 ore 00:35
Stasera, come spesso succede il venerdì, mi sono trovata a contrattare con una biglietteria out'o'matica alla stazione di Genova Piazza Principe.
Tra i vari avvertimenti dispensati, (guarda che qui prendiamo solo contanti, occhio ai borseggiatori, ti abbiamo riservato questo posto, mi raccomando chiuditi bene che prendi freddo), verso la fine una timida schermata mi chiedeva se volevo, per caso, dare due spiccioli a Telethon.
Mi son trovata a pensare, cacchio, ho fatto bene l'anno scorso a non dare i soldi a Telethon, hai visto che fine hanno fatto (didascalia per chi non lo sapesse: ALITALIA).
E poi sono stata triste. Già un po' lo ero oggi, per motivi vagamente sociopolitici. Voglio dire, la vittoria di Obama non ha fatto altro che sottolineare la pietosa condizione del paese nel quale sono nata, vivo e lavoro, ma che sento ogni giorno di più come il mio estero.
Ma non divaghiamo.
Telethon.
Insomma: non mi era mai capitato di sentirmi nel giusto a non fare beneficienza. Voglio dire: quando non la faccio, è perché ragionevolmente non ne ho o quasi i mezzi, ma non mi sento mai troppo a posto.
E mi sembra triste assai, che invece, stavolta, tutto ok.
(by deceptionisland)
Categorie: viaggi, disagio, politica religione società

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giovedì, 06 novembre 2008 ore 21:50
«Scrivere la storia significa incasinare la geografia.»

(Daniel Pennac, La fata carabina)
(by deceptionisland)
Categorie: ipse dixit, poesie libri fumetti

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mercoledì, 05 novembre 2008 ore 14:48
Ore 13 circa, smadonnando perché nonostante questo linfonodo abbia deciso di travestirsi da Zeppelin, le scadenze incombono e il signor Delquattro non sembra, a quanto finora constatato, particolarmente accomodante.
Inoltre è arrivato un conguaglino da 415 euro et centesimi dieci, e si preannuncia qualche giorno un po' battagliero. Non perché, in definitiva, mi si voglia appioppare l'importo, ma prevedo di dover spiegare diffusamente e ripetutamente il modo in cui ho stabilito in qual misura io debba contribuirvi.
Il che, tenendo conto di Zeppelin, non sarà gradevole.
Fuori, fuori piove.
Ovviamente, ri-smadonno, tra me e me per conservare quel po' di timbro.
Infilandomi la giacca trovo un residuo di sabato primo novembre, consegnatomi nei pressi di uno stand di Piazzale Udine, Mediolanum, da un figuro truccato da pagliaccio.
E, quantomeno, abbozzo un sorriso.

Vita1Vita2
(by deceptionisland)
Categorie: politica religione società

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