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"C'è qualcosa che non va nelle persone che evitano il vino, il gioco, la compagnia di belle donne, la buona conversazione. O sono gravemente malate, o sono afflitte da un odio segreto per tutto ciò che le circonda."

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"Si vede chiaramente dalla guerra in corso che razza di animale sia un soldato. Si lascia utilizzare per instaurare la libertĂ , per opprimerla, per rovesciare i re, per mantenerli sul trono."

Georg C. Lichtenberg - Osservazioni e pensieri

"Quando si trova un coniuge ammazzato, la prima persona inquisita è l'altro coniuge: questo la dice lunga su quel che la gente pensa della famiglia."

George Orwell

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Douglas Adams - Dirk Gently: Agenzia di investigazione olistica
Daniel Pennac - La prosivendola
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Peter L. Wilson et al. - Strani attrattori
Raymond Queneau - Zazie nel metro
Daniel Defoe - La peste di Londra
Anthony Burgess - Arancia meccanica

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Hayao Miyazaki - La cittĂ  incantata
Akira Kurosawa - I sette samurai
Sergej M. Ejzenštejn - La corazzata Potëmkin
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Nicholas Ray - GioventĂą bruciata
John S. Robertson - Il dottor Jekyll e Mr. Hyde

Disturbi di personalitĂ 

Paranoide 42% 49%
Schizoide 62% 53%
Schizotipico 58% 53%
Antisociale 54% 47%
Borderline 82% 47%
Istrionico 46% 43%
Narcisistico 41% 41%
Evitante 62% 39%
Dipendente 10% 37%
Ossessivo-Compulsivo 50% 40%
*scores in gray are the average web score

Credits



giovedì, 25 dicembre 2008 ore 23:02

All around me are familiar faces
Worn out places, worn out faces
Bright and early for their daily races
Going nowhere, going nowhere
Their tears are filling up their glasses
No expression, no expression
Hide my head I want to drown my sorrow
No tomorrow, no tomorrow

And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very very
Mad world
Mad world

Children waiting for the day they feel good
Happy birthday, happy birthday
Made to feel the way that every child should
Sit and listen, sit and listen
Went to school and I was very nervous
No one knew me, no one knew me
Hello teacher tell me what’s my lesson
Look right through me, look right through me

And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very very
Mad world
Mad world
Enlarged in your world
Mad world

(by deceptionisland)
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mercoledì, 24 dicembre 2008 ore 09:35
Beh, Generale, forse ci sarà dissenso sul prendersela o meno per questa immagine, ma sensibilità o meno, onestamente non riesco a trovare alcun valido motivo per cui l'assessore all'Arredo Urbano del Comune di Milano, Maurizio Cadeo (appoggiato dai capigruppo di AN e Forza Italia) abbia voluto a tutti i costi impedire la diffusione di questa immagine per la giornata mondiale contro la violenza sessuale.

 

Ovverossia: motivi ne trovo, a iosa. Ad esempio qui. Ma nessuno difendibile in uno stato sedicente laico.
(by deceptionisland)
Categorie: idiozia umana, politica religione societĂ 

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martedì, 23 dicembre 2008 ore 12:46
Penultima mezza giornata di lavoro.
Un ragazzo che forse sta passando a circa cento chilometri da me.
Diciannove compiti da correggere.
Esercizi di dizione che mi sentirò troppo idiota per fare.
(Dizióne. Idiòta.)
Una gatta che sto trascurando e che per la depressione ingrassa.
Tutta sua mamma.
Le Fonzies che sono finite al dì per dì.
Mirella che mi dice dai, che forse finisci il tutoraggio.
Glielo dico che in cinque turni ho totalizzato zero uscite?
Però ho fatto tanti controlli ambulanze.
Una scampagnata a Castelnuovo Bormida, dove a malapena ti porta la strada.
Nebbia Monferrato permettendo.
Un cellulare nuovo comprato quasi senza farlo apposta.
I saldi del 2 a Napoli, che non mi perdo nemmeno quest'anno.
Che culo.
Il frangione che andrebbe scorciato.
La piscina che reclama attenzioni.
Il plasma che fa capolino.

Almeno i pacchetti li ho fatti.
Ma quest'anno niente biglietti.
(by deceptionisland)
Categorie: diario, chissenefrega

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lunedì, 22 dicembre 2008 ore 22:09
Rocco Buttiglione: "Tanti sono contro la pena di morte perché dicono che il colpevole è diventato nel tempo un'altra persona, mentre per Eluana ci si aggrappa a una sua frase detta tanti anni fa. Ma nessuno di noi sa davvero cosa pensi oggi".

Non lo sai?
Te lo dico io.


NIENTE



(by deceptionisland)
Categorie: politica religione societĂ 

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lunedì, 22 dicembre 2008 ore 17:00
Hem.

Leggo qui che sul "caso emblematico di Eluana", monsignor Fisichella ritiene che ''una dichiarazione di fine vita fatta a vent'anni non e' detto che valga anche dopo altri 20'', e che ''sarebbe più corretto dire che si tratta di supposizioni su quale fosse la sua volontà. Quando una persona fa una scelta per il futuro del genere, sarebbe saggio da parte del legislatore prevedere la necessità di riconfermare a distanza di tempo''.

Hem.

Forse ho capito male.

Ma se non ho capito male, qualcuno gli spiega al mons. Fisichella come mai la signorina Englaro ha qualche difficoltà a *riconfermare*?
(by deceptionisland)
Categorie: politica religione societĂ 

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giovedì, 18 dicembre 2008 ore 12:10
[Attenzione: quello che segue è un post barocco assolutamente inutile, salvo forse per il mio onanismo mentale]

Ok: siamo partiti male. In effetti quando vai a letto alle due perché il comando \vspace{} ha improvvisamente cessato di fare il suo dovere e anzi ne fa altri non meglio definiti, se poi ti devi alzare alle sette, non puoi aspettarti di essere così sfolgorante il mattino dopo.
Ma mettiamo che a un certo punto ti metti a sognare che la tua Zibro, la quale ti ha abituato in effetti a qualche sonorità allarmante, cominci non si sa come a raspare.
Rasp rasp rasp.
Ti volti e la stanza si volta con te, cerchi di muovere le mani per spegnerla ma ti ritrovi allo stesso punto di prima, ancor più invischiata nelle coperte se possibile, e l'occhio rosso della Zibro ti scruta sempre più diffuso e sempre più da vicino.
Rasp rasp rasp.
Vabbé, questo succede perché stai ancora sognando, ovviamente.
Però il rumore è reale.
Rasp rasp rasp.
Alla fine, tra mille labirintiche illusioni, i profili annacquati della tua vera stanza si delineano sulle tue rètine e scopri che l'occhio della Zibro non è affatto rosso, perché la Zibro è chiusa.
La Zibro, dopo averti riscaldato e incherosenato la stanza anche mentre smadonnavi sul \vspace{}, dorme il sonno del giusto, probabilmente insensibile a quel rasp, rasp, rasp che continui a sentire.
Ed è così che scopri che il tuo gatto si sta facendo la doccia sul cuscino, a due millimetri da te.
Rasp rasp. Miiu. Rasp rasp rasp.
Tranquillizzata, cerchi di riprendere sonno, ma se quel raspìo è entrato nei tuoi sogni ci sarà un perché.
Non contemplando altre possibilità che non siano quella di dormire, cerchi di acquattarti sotto al piumino per attutire la grattugia.
Sembra funzionare.
Funziona così bene che riesci perfino ad assopirti, ed in quel momento esatto di massima vulnerabilità in cui il tuo cervello plasma la creta della tua esperienza reale (con-creta, appunto), per fabbricare qualche prova generale di sogno, il tuo gatto si accorge che c'è un'entità che respira e si muove impercettibilmente sotto le coperte e ZAN! Agguato.
Si frantuma la bozza di sogno in un rimbombare generale di coronarie impazzite e di maledizioni represse per la dea Bastet e altri personaggi mitologici tipo Behemot, lo Stregatto, Cagliostro e altri meno felini e più tradizionalmente cristiani.
Ti ritrovi faccia a faccia, indossando un grugno alla Eli Wallach, con due pozze di cisteina di zinco che ti fissano con l'aria più candida del mondo.
E allora capisci, con quel barlume di discernimento, che puoi dar retta al tuo orgoglio e alle questioni di principio e buttare quelle poche ore di sonno che ti rimangono, oppure fare un fuori programma per raggiungere la tregua e la pace.
Così, trascini il gatto sotto il piumone, lo abbracci e lo sgrattini un po'.
Sebbene al gatto non faccia piacere starsere sotto qualsiasi tessuto, si rende ben conto che il piumone tiene caldo, e raggiunge facilmente un compromesso: pallottola del corpo sotto il piumone, testa fuori, cioè sul cuscino.
Come un umano, toh. Beh, si vede che gli umani non son tanto stupidi come pensavi, vero Trilli?

E fu così che dopo la reciproca sistemazione di compromesso, dopo tre/quattro minuti di fusa e un ultimo sospirone pre-sonno (chissà se i felini sognano stufe che russano) entrambe ci guadagnammo l'oblio.

Per un po'.
(by deceptionisland)
Categorie: gatti

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mercoledì, 17 dicembre 2008 ore 17:21
Vorrei sbucare dalle viscere padane nel padano aerosol, fare i 5+1 piani, entrare nella casa dalle pareti fai-da-te e dai tetti sulle ventitrè, mollare la valigia, compiacermi del caldo esagerato che mi sprimaccia le guance arrossate facendo svaporare le goccioline sul cappotto buono, togliere il cappotto buono, appendere cappello e sciarpa alla bell'e meglio, togliermi stivali, jeans, scarpe, liberarmi dai colletti alti che fanno il possibile contro la bronchite senza che nessuno lì per lì mi rompa le palle su dove li metto, rimanere in intimo sessi blù (che fra i tre è il più comodo), gattonare sul letto e infilarmi sotto le coperte aspettando che uno spiritello moccioso e morbido e caldo venga a liberarmi dai rimanenti impicci e mescoli la sua bionda morbidezza e la sua capacità termica (momento nerd, scusate) a quella del piumino e si rimanga lì ad autocomburci (combustirci? combutarci?) per un treqquartidora.

OH.
(by deceptionisland)
Categorie: chissenefrega, deliri e sogni

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martedì, 16 dicembre 2008 ore 12:49
A casa mia c'è innegabilmente umido.
Complice probabilmente il fatto che a Genova piove pressoché ininterrottamente da diciamo tre settimane.
Dico pressoché, ma non so se le mezze ore di pausa possano considerarsi tanto più asciutte della pioggia.
A casa mia il riscaldamento non c'è, né out'o'nomo né centralizzato.
Essendo piccola e incastonata tra case riscaldate, ha retto più che egregiamente fino a metà novembre circa, ma nulla ha potuto quando ha iniziato questa pioggia che sembra creata appositamente dagli ingegneri della compagnia bananifera di Macondo.
E così, i panni stesi in casa non asciugano.
I panni messi nei cassetti s'impregnano.
La lettiera del gatto non agglutina, e il gatto viene a pisciarmi sul piumone.
Il pane, che una volta si limitava a seccarsi nell'attesa che mi ricordassi di lui, ammuffisce.
Per quanto riguarda la Zibro, faticosamente ricaricata di quattro litri alla volta, lascio che spanda il suo aroma di cherosene in camera mia, ché è il punto in cui ho più bisogno di lei.

Cosa più inquietante, da qualche tempo se cammino sulle piastrelle di cucina sento il classico frrrch frrrrch di quando stai camminando con un paio di scarpe da tennis con le quali hai appena finito di guadare, che so, il Bisagno (e sto parlando del Bisagno di questi giorni).
Sulle prime ho pensato: ho le ciabatte bagnate.
Poi, quando sono passata con un paio di ciabatte sicuramente non bagnate, ho pensato: cavolo, dovrei proprio pulirle queste piastrelle.
Quello che non pensavo è che ci fosse da pulire *sotto* le piastrelle.
Infatti domenica tra pomeriggio e sera - una domenica in cui grazie ai turni di Pronto Soccorso Pubblicitario del Guappo mi ero sentita motivata a tornare a casa anzitempo - bussa alla mia porta la classica signora di seconda età e mezza che si profonde nelle più umili e reiterate scuse per avermi disturbata, caracolla giù dai sei gradini d'ingresso e mi chiede a fagiuolo se per caso ho delle perdite in cucina.
Dopo aver esaminato la mia modesta chiazza e aver convenuto che non è la mia lavatrice la responsabile, mi invita umilmente a dare un'occhiata alle macchie che ha a casa sua.
Vengo così a fare conoscenza con una specie di opera di arte astratta a prevalenza di toni marroni/grigi/neri la cui estensione copre i soffitti e i muri di bagno, cucina, e parte del corridoio, e dalla quale irriverentemente si staccano a tratti alcuni pezzi di calce e intonaco.
La luce in bagno è saltata, probabilmente per preservare la bellezza dell'opera nei toni chiaroscuri, cosa a cui la signora ovvia con una lampada da speleologo (il che mi pare appropriato, dato che stalattiti e stalagmiti non dovrebbero tardare ad arrivare), nei brevi tempi in cui le necessità fisiologiche hanno la meglio sulla sua paura di entrare in una stanza a rischio smottamenti.

Depressa e umidiccia, faccio ritorno a casa mia pensando che, poiché si tratta di tubi, se la smazzeranno il padrone di casa e l'amministrazione.

Cioè a dire: (tre)cento di questi giorni.
(by deceptionisland)
Categorie: casa, imprevisti, disagio, chissenefrega

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lunedì, 15 dicembre 2008 ore 18:16
Vediamo un po'. Oggi sono piuttosto sonnolenta, quindi mi faccio trascinare dal gossip.

Mi fanno sapere e trovo qui e là conferma che Victoria Beckham, resasi conto che la vita a Milano può essere abbastanza mondana, ha deciso di venire a stare in Italia col marito, in prestito al Milan.

E sticazzi. Sì perché io e il calcio, sapete.

Trovo tuttavia anche conferma della sua sobria lista dei desideri che comprende:

- elicottero privato disponibile 24 ore su 24 con frigobar all'interno, per seguire insieme ai figli gli allenamenti del marito o andare a far shopping (evidentemente devono aver scambiato il monumento a Pertini di via Montenapoleone per una zona d'atterraggio);
- venti guardie del corpo a sua completa disposizione che si curino dell'incolumità e dell'organizzazione degli spostamenti suoi, del marito e dei figli;
- carta di credito illimitata del circuito "fetta di culo sottile sottile tagliata vicino all'osso";
- piscina di 100 mq con zona termale e idromassaggio;
- fitness center con beauty saloon;
- uno staff di parrucchieri che include un hair stylist personale a disposizione 7 giorni su 7;
- chef esperto di cucina macrobiotica affiancato da un intero staff di cuochi giapponesi, allievi di Jiro Ono;
- pista di pattinaggio privata, perché grazie al videogioco "Stelle sul ghiaccio" la passione è dilagata in famiglia; tra l'altro, la sciura Beckham sarebbe disposta a spendere quei mill'euri l'ora per un istruttore campione del mondo. Ma mille euro suoi o pescati sempre dalla lista dei desideri?

Comunque, considerato che chi dovrebbe sborsare tutto ciò è il presidente del Milan, il quale ha questo vezzo di sborsare raramente di tasca sua, mi rilassa sapere che nemmeno quest'anno devo sentirmi troppo in colpa per non aver dato soldi a Telethon.

(Per inciso, a me basterebbe la Vespa.)
(by deceptionisland)
Categorie: zapping, chissenefrega, idiozia umana

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mercoledì, 10 dicembre 2008 ore 17:18
Sembra che avessero ingerito alcolici di ogni tipo quando, ad un certo punto, colpiti anche dalla noia, hanno deciso di riversare quello che molti giornali definiscono oggi “rabbia” devastando parte della stazione torinese di Avigliana.
Sono l'unica a cui lo stile di queste tre righe del mininotiziario FS online ha causato un'ilarità così irresistibile da indurmi a riportarle ad imperituriam memoriam sul blog?
(by deceptionisland)
Categorie: viaggi, disagio, idiozia umana, politica religione societĂ 

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