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Paranoide 42% 49%
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Schizotipico 58% 53%
Antisociale 54% 47%
Borderline 82% 47%
Istrionico 46% 43%
Narcisistico 41% 41%
Evitante 62% 39%
Dipendente 10% 37%
Ossessivo-Compulsivo 50% 40%
*scores in gray are the average web score

Credits



martedì, 27 gennaio 2009 ore 22:23
Attenzione: post da blogger compulsiva*.

C'è un tizio che è arrivato qui cercando uno spremitubetti.
Io sto temporeggiando, ma secondo voi cosa dovrei dirgli?

(*Poco importa che negli ultimi sette giorni la mia sia stata una compulsività improduttiva, ma tant'è.)
(by deceptionisland)
Categorie: zapping, chissenefrega

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martedì, 20 gennaio 2009 ore 14:52
Io non so come sia Twilight, anzi ho avuto a malapena coscienza che ci fosse un film che si chiamava così, oltre a quello del '98 con Paul Newmane e Susan Sarandon.
Non so nemmeno come mai, se è il cagatone che mi aspetto, molti si siano affrettati a definire Lasciami entrare come un fil horror "tipo Twilight".

(Ah, attenzione agli spoiler, mi raccomando.)

Abbiamo discusso, io e Guappo, di come il clima scandinavo possa influenzare le forme espressive, e siamo giunti alla conclusione che se fanno un film, è molto più probabile che lo facciano perché ne hanno proprio voglia, e quindi hanno qualcosa che gli preme comunicare.
Lasciami entrare è, a conti fatti, soprattutto una storia d'amore bella e triste. L'intensità dei sentimenti portata alla luce (o al buio) da questo film raggiunge punte quasi laceranti, esasperate per ossimoro dal rigore (anche metereologico) delle immagini, dall'essenzialità e dalla compostezza della sceneggiatura e dalla quasi totale immobilità delle riprese, che si limitano a registrare quello che appare e a trasmetterlo integro, così com'è, senza orpelli. Infatti, benché non venga spiegato pressoché nulla a parole dei motivi di quello che succede, lo spettatore esce dalla sala senza la sgradevole impressione che qualcosa gli sia sfuggito.
In poche parole, la scelta stilistica di comunicare il massimo con la minima apparenza è stata più che mai felice. E vedere Guappo (schizzinoso per natura) che borbotta un "non capiscono un cazzo" contro chi manifesta espressioni di schifo durante la scena del bacio insanguinato... beh, son soddisfazioni.
(by deceptionisland)
Categorie: cinema

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lunedì, 19 gennaio 2009 ore 11:07
[Ma sì, la metto anche qui.]

Un gatto nato a maggio è un gatto delle streghe.
Un gatto nero che ti taglia la strada porta fortuna. (In Spagna, Belgio e Stati Uniti questo vale per i gatti bianchi)
Un gatto nero visto da dietro è un cattivo presagio.
Un gatto tartaruga randagio è un cattivo presagio.
Se un gatto starnutisce una volta, pioverà.
In Italia si crede che se un gatto starnutisce, porta bene a chiunque lo senta starnutire.
Se un gatto starnutisce tre volte, tutta la famiglia si prenderà un raffreddore.
Negli Stati Uniti si crede che se un gatto si lava sull'uscio, un esponente del clero visiterà la casa.
Uccidendo un gatto si sacrifica la propria anima al diavolo.
Se dai un calcio a un gatto, ti verranno i reumatismi.
Vedere un gatto bianco di notte porta male.
Sognare gatti bianchi significa fortuna.
Quando vedi un gatto con un occhio solo, sputa sul pollice, premilo sul palmo della mano ed esprimi un desiderio; il desiderio si avvererà.
In Inghilterra si crede che se un gatto si lava dietro le orecchie, pioverà.
Secondo una credenza inglese, un gatto che dorme con tutte e quattro le zampe rannicchiate sotto di sé significa che verranno giorni di freddo.
Se un gatto nero taglia la strada a qualcuno sotto la luce della luna, costui morirà in un'epidemia.
Secondo gli Scozzesi, un gatto nero bizzarro sotto il tuo portico significa prosperità.
Secondo una superstizione francese, porta sfortuna attraversare un corso d'acqua portando un gatto con sé.
Un gatto su una pietra tombale significa che l'anima del defunto ivi sepolto è posseduta dal diavolo. Se si vedono due gatti lottare vicino a una persona morente, o sulla tomba subito dopo il funerale, sono il diavolo e un angelo che si contendono la sua anima.
Vedere un gatto bianco per la strada porta fortuna. Tuttavia gli scolari inglesi credono che vedere un gatto bianco mentre vanno a scuola porterà sicuramente guai. Per scongiurare la sfortuna bisogna sputare oppure fare un giro su se stessi e farsi il segno della croce.
Secondo gli Irlandesi, uccidere un gatto porta diciassette anni di sventure.
Secondo gli Inglesi, se un gatto abbandona una casa, i malanni incomberanno sempre in quella casa.
In Normandia si crede che vedere un gatto tartaruga sia una premonizione di morte in un incidente.
In Olanda in passato non era permesso ai gatti entrare in una stanza dove si svolgevano delle discussioni familiari. Si credeva che i gatti ne avrebbero sicuramente spettegolato per tutta la città.
Quando traslochi in una casa nuova, fai entrare il gatto dalla finestra invece che dalla porta, così non se ne andrà.
Nei primi del 16° secolo, chi visitava una casa in Inghilterra doveva sempre baciare il gatto di casa.
In Galles si crede che quando le pupille di un gatto si allargano improvvisamente, verrà pioggia.
Nell'Italia del 16° secolo, si credeva che se un gatto nero si sdraiava sul letto di un malato, questi sarebbe morto. Ma vi è anche una credenza secondo cui i gatti non rimangono in una casa dove qualcuno sta per morire; perciò, se il gatto di casa rifiuta di stare dentro le mura, è un pessimo segno.
(by deceptionisland)
Categorie: gatti, idiozia umana

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martedì, 13 gennaio 2009 ore 20:41
Prà, Pegli, Sestri, Cornigliano, Sampierdarena, Dinegro, Caricamento, Carignano.
O se vogliamo, via Prà, via Pegli, via Ronchi, via Multedo, via Merano, via Soliman, via Puccini, via Albareto, via Siffredi, via Cornigliano, via Pacinotti, via San Pier d'Arena, via Barabino, via di Francia, via Milano, via Buozzi, via Gramsci, piazza Cavour, corso Saffi, via Corsica (e l'arrivo sfumato per la privacy).
Sedici chilometri fatti per la prima volta al manubrio. Indenne nonostante il felice connubio tra parabrezza e tramontana, uno specchietto un po' distratto e la mia congenita difficoltà a localizzare il clacson. Polso un po' indolenzito a causa dell'acceleratore pigro (ma forse mi sarebbe occorsa la lunga pratica di pugnette del legittimo proprietario per non affaticarmi).
Sperando che i genovesi visti da questa prospettiva si rivelino alla lunga un po' meno imbranati dei tergestini, senza che questo sia compensato da un'eccessiva spregiudicatezza.
(by deceptionisland)
Categorie: viaggi, chissenefrega

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giovedì, 08 gennaio 2009 ore 19:49
Il terzo proposito per l'anno nuovo è già andato a farsi benedire.
(by deceptionisland)
Categorie: chissenefrega

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mercoledì, 07 gennaio 2009 ore 15:39
Mi duole ammettere che Trilli sta molto meglio dove c'è più roba da distruggere, cioè dai miei.

Comunque, a Genova non nevicava seriamente da gennaio 2001. Me lo ricordo perché dovevo consegnare la tesina di Esperimentazioni 2, l'inizio di una lunga serie di gloriosi esperimenti truccati. L'unico risultato valido fu che la permeabilità magnetica di quei magnetoni arrugginiti era 4 invece di 1000. Il che risulterà oscuro ai più, ma chi abbia un minimo di dimestichezza potrà intuire che molte delle approssimazioni di cui avevamo fatto uso negli esperimenti coi magnetoni se ne andavano a farsi fottere. E vabbé.

Altra cosa rilevante è che mi ero messa in testa di andare dal mio simil-ragazzo in Via Piacenza. A piedi, dato che tutti gli autobus via via soccombevano. Il che, se portato a compimento, sarebbe stato totalmente folle, in virtù dei chilometri bianchi che separavano Scienze MFN da un punto di Via Piacenza che non era esattamente l'inizio, nonché della totale frivolezza di questa simil-relazione. Ancora non me lo spiego. Come un sacco di cose che mi è capitato di mettermi in testa.

Insomma, tornando al presente: prevedo una specie di blocco degli approvvigionamenti, e un'altra scusa per l'UPS di ritardare la consegna. Tutto ciò (tenendo conto anche di quento enunciato al post precedente) dev'essere una punizione per aver cambiato il portafogli senza far precedere il gesto dal solito irrinunciabile rituale di ricerca.

Comunque, dato che la mia situazione immobiliare tornerà prossimamente ad essere precaria, e considerati i tempi duri (e non solo in senso metereologico) non ho potuto fare a meno di prendere in considerazione la proposta seguente:

Distinto maturo mette a disposizione monolocale zona centro storico attrezzato e ordinato per ragazza. Non richiedo pagamento mensile con euro.... Con educazione e discrezione mi scuso se invece è un inutile disturbo per lei.

Che fo, gli chiedo se c'ha la lavatrice?
(by deceptionisland)
Categorie: diario, casa, chissenefrega

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mercoledì, 07 gennaio 2009 ore 12:26
Avrei aggiornato molto prima, ma la stanza dove c'era il computer a Villa Famiglia-di-Moccioso aveva una temperatura di dieci gradi circa.
Il che va bene se sei bloccata in un paese in cui ci sia qualcosa da fare anche a piedi. Così si esce, si fa un giro per di qui e di là, ti ho preso questo, sono andata a vedere la tal cosa.

Ma esaurita l'unica attrazione, ossia le bancarelle di coccodrilli gommosi e marshmallows, e soddisfatta l'unica vanità (ossia comprare un paio di orecchini, così giusto per dire di aver approfittato dei saldi) non resta che prendere freddo a casa invece che fuori, e accumulare mal di testa e rancore per... beh, non avendo nemmeno qualcuno con cui sfogare il rancore, ti ci fai un cappotto.

Beh, ammetto che non fosse stato per alcune (altrui) valutazioni sbagliate, una bella mattina, non avrei avuto l'opportunità di svegliarmi con un'accurata dissertazione sulle radici della canzone napoletana risalenti al problema dell'identità dopo le guerre mondiali, e ai suoi legami con la chanson francese. Incredibile quanta cultura possa sfoggiare un partenopeo delirante di febbre, nel sonno.

D'altronde ne è valsa la pena, di stare per due ore in mezzo a gente completamente ferma e muta in trepida (o tiepida) attesa del nuovo anno, e poi passare il resto della notte ad aspettare che il resto della notte passasse fino al primo treno. Poco importa che per motivi legati probabilmente alle quotazioni del cincillà, abbiano annullato i primi due treni per napoli. Due. Un espresso da Torino e un regionale. Così, all'ultimo minuto.

A tale proposito. Io non sono per niente una persona vendicativa, per cui non vi dirò affatto di evitare a tutti i costi la Caffetteria Cavour al 289 di via (appunto) Cavour a Roma. Scemi noi ad esserci lamentati perché una birra da 33 cl costava 5 euro.

Ciò detto.

Primo proposito per l'anno nuovo è: mai più a Poggibbonzi per più di ventiquattr'ore cumulative (salvo, facciamo, periodi dal primo luglio al 31 agosto, in cui questo intervallo di tempo può estendersi fino a 48 ore).

Secondo proposito: sola o male accompagnata, cinque giorni all'estero.

Terzo proposito: giacché le mie unghie reggono dal giorno 29, contro le ironiche previsioni funeste di mia cugina (tiè), facciamole reggere per altri otto giorni.

Quarto proposito: evitare se possibile di avere a che fare con l'UPS. È gente un po' confusa.

Quinto proposito: spedire due o tre mail al mese per fare gli auguri di buon anno, un po' in ritardo ma conta il gesto.
(by deceptionisland)
Categorie: viaggi, imprevisti, disagio

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