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Paul Valéry - Tal Quale

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Georges Courteline - Filosofia di G. Courteline

"Si vede chiaramente dalla guerra in corso che razza di animale sia un soldato. Si lascia utilizzare per instaurare la libertà, per opprimerla, per rovesciare i re, per mantenerli sul trono."

Georg C. Lichtenberg - Osservazioni e pensieri

"Quando si trova un coniuge ammazzato, la prima persona inquisita è l'altro coniuge: questo la dice lunga su quel che la gente pensa della famiglia."

George Orwell

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Disturbi di personalità

Paranoide 42% 49%
Schizoide 62% 53%
Schizotipico 58% 53%
Antisociale 54% 47%
Borderline 82% 47%
Istrionico 46% 43%
Narcisistico 41% 41%
Evitante 62% 39%
Dipendente 10% 37%
Ossessivo-Compulsivo 50% 40%
*scores in gray are the average web score

Credits



lunedì, 23 febbraio 2009 ore 14:04
Supponiamo che in virtù di una fantomatica riforma anti-lavativi, siano attuate, in un ente pubblico che gestisce un notevolissimo numero di pratiche, le seguenti misure (fra le altre):

- Reperibilità dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20 tutti i giorni in cui è richiesta indennità di malattia;
- Decurtazione dello stipendio del 30% circa (e si parla di comuni stipendi a quattro cifre... appena);
- Nessuna possibilità di chiamate a fissi esterni, se non tramite la cosiddetta fonia. Si noti che mentre le sedi di questo ente pubblico hanno la fonia, le agenzie non ce l'hanno, per cui non si capisce bene come facciano le sedi a comunicare con le agenzie;
- Nessuna possibilità di usare la posta elettronica esterna;
- Sistemi di protezione da guerra fredda (ad esempio; se si sta lavorando ad una pratica ad un computer e squilla il telefono per lavoro, dopo dieci minuti la sessione scade e bisogna inserire non una ma sei password, una per ciascun livello di accesso).

Supponiamo che tuttavia queste misure NON riguardino i livelli dirigenziali; e soprattutto si consideri che nessuno finora è stato mandato a casa.

Io non capisco nulla di economia, di gestione, eccetera eccetera. Per cui mi sarebbe di grande aiuto se qualcuno mi spiegasse come questo può incentivare la buona volontà e la produttività. Grazie.
(by deceptionisland)
Categorie: politica religione società

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lunedì, 16 febbraio 2009 ore 11:18
Sono stata spinta a vedere questo film, lo confesso, incuriosita dall'uso degli effetti speciali. Ed era un'aspettativa legittima. Lo testimonia il fatto che fra le prime parole pronunciate dal mio accompagnatore, dopo la visione, ci fosse quella che esprimeva il mio pensiero esatto in quel momento: cialtronata. Il curioso caso di Benjamin Button è un tentativo ben confezionato ma, per il resto, piatto e insipido di ricalcare le orme di un qualcosa che vorrebbe essere intermedio tra Big Fish e Forrest Gump; peccato che Fincher, che se la cava discretamente con l'azione e i tempi brevi, non riesca ad ammettere i suoi palesi limiti: non ha né lo spessore di Tim Burton, né la sublime leggerezza di Zemeckis. Il film parte bene, ma poi le cose che mostra e racconta non portano da nessuna parte e non comunicano neppure nulla, neanche una pura emozione visiva, perché sono nel complesso (a parte rari e isolati momenti) terribilmente fredde: né il regista né lo sceneggiatore hanno saputo farne altro che un grazioso album di diapositive corredate di belle frasi. In tutto questo, non c'è nemmeno il pregio dell'originalità: quasi tutto quello che si vede, è ripescato da qualcos'altro, neanche troppo remoto (la madre che racconta le sue vicende sul letto di morte è una sfacciata replica di Big Fish, le serie di combinazioni che porta all'incidente col taxi, mi dicono sia presa pari pari e nemmeno troppo bene da Il meraviglioso mondo di Amélie; e via dicendo). Il che in definitiva, se già lascia perplessi di per sé, diventa imperdonabile in un film che si dilata per tre ore tre. Simbolica di questo smarrimento è la chiosa finale, onestamente incomprensibile. Cate Blanchett trasmette la stessa sensualità di un osso di seppia (anche se nella parte finale recupera un po'), Brad Pitt non si sbilancia (bravo, sì, ma se proprio dobbiamo assegnare un Oscar, il Langella di Frost/Nixon se lo merita cento volte di più) e Julia Ormond conferma la mia impressione di attrice sopravvalutata e insignificante. Salvo di questo film tre cose: l'introduzione (e la piccola ma intensa parte di Elias Koteas), l'affresco di New Orleans degli anni Venti/Trenta, e la splendida interpretazione della madre-chioccia adottiva di Benjamin. Tre quadretti vivaci in una casa vuota.
(by deceptionisland)
Categorie: cinema

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giovedì, 12 febbraio 2009 ore 18:16
Volevo fare un appunto per chi dice che faccio le cose per attirare l'attenzione o raccogliere consensi.
Io faccio le cose perché mi gira.
Se poi queste cose attirano l'attenzione o mi valgono consensi, non mi riguarda.
Perché sebbene sia possibile e anzi probabile che uno strano istinto esibizionista mi spinga inconsapevolmente a farne alcune, poi dell'attenzione e dei consensi io non sono assolutamente in grado di godere, e anzi, mi ci trovo a disagio.
Quindi, ecco.
(by deceptionisland)
Categorie: disagio, chissenefrega

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mercoledì, 11 febbraio 2009 ore 19:45
Cara mamma, stare al computer non è poi così male.
Oggi il Vaticano mi ha scomunicata (peccato che ero già sbattezzata) e mi sono beccata dell'assassina da due tizie.
E tu?

*addenta un cucchiaio di minestrina*
(by deceptionisland)
Categorie: diario, zapping, idiozia umana

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martedì, 10 febbraio 2009 ore 10:07
(by deceptionisland)
Categorie: idiozia umana

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lunedì, 09 febbraio 2009 ore 17:25
Pensa Luana, quanta brava gente
si preoccupa per te, ti vuole bene,
rosa appassita, a forza si mantiene
e al "Padreterno" non importa niente.

Salma imbalsamata, che non sente,
che c'è un papà che soffre mille pene
e deve sopportar pure le iene
che lo fanno passar per delinquente.

Persino i ministri in parlamento,
proni alla campanella vaticana,
spingono perché duri quel tormento.

Sarà divina ma non certo umana
quella pietà che vuol l'accanimento
per far viva la morte. Ciao Luana.

(by Domenico Cappelli)
(by deceptionisland)
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giovedì, 05 febbraio 2009 ore 22:57
Avrei avuto tante cose da dire ma la rabbia le ha spezzettate tutte e fatte uscire a brandelli qua e là, e sono incapace di farle confluire in un discorso coerente.
Per farla breve.
Immagino me stessa sepolta viva in un involucro inespressivo di carne, e ho paura.
Vorrei che ci fosse un modo per non aver paura di finire in quest'incubo.
(by deceptionisland)
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