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Narcisistico 41% 41%
Evitante 62% 39%
Dipendente 10% 37%
Ossessivo-Compulsivo 50% 40%
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Credits



martedì, 29 maggio 2007 ore 23:41
Questo post è dedicato senza un motivo particolare a Milo Manara, uno dei corresponsabili (insieme a Paolo Eleuteri-Serpieri, Miguel Angel Martin e Phoebe Gloeckner) della mia erotomania.

Special thanks to Degio (essendo lui un raffazzonato, non avrà sicuramente un blog e quindi non posso lincarlo... pazienza) che nel fiore dei miei diciannove anni mi ha fatto conoscere tutta questa gentaglia e, soprattutto, mi ha fatto leggere per la prima volta Il gioco.

(Con ottimi risultati.)
















...e tanti saluti a tutti.
(by deceptionisland)
Categorie: eros, poesie libri fumetti

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lunedì, 30 aprile 2007 ore 19:26
Tempo fa (avrò avuto ventun anni, fate voi...) un mio amico mi mandocque una specie di prontuario rivolto agli uomini intitolato "Il Galateo del pxxxxxo" (la censura non l'ho messa io, mi era arrivato così) che suonava più o meno così: se volete che continuiamo a farvi i ponci®, vedete di comportarvi a sta maniera.

In associazione a questo l'altro giorno (in cui avevo ben più di ventun anni) non so perché ma mi tornocque in mente quella volta che andai al Muccassassina - e di nuovo si rimbalza al tempo dei miei ventidue, precisamente capodanno 2001-2002. Stavo girovagando un po' alticcia tra le varie sale, contemplando la fauna di drag queen su tachi vertiginosi, parrucche rosa shocking e stivali in pelle d'ippopotamo (e qui mi sa che mi toccherebbe una bacchettata per il politically scorrect; forse dovrei aggiungere una nota sui patetici finocchi in maglietta trasparente-aderente, così avrei il gusto di stare un paio d'orette a spiegare che patetico non è l'essere finocchi, ma il vestirsi da finocchi, per poi perdermi in digressioni sulla liceità della parola finocchi... e qui mi fermo perché mi stanno tornando su gli gnocchi al pesto).

Tuttavia lo spettacolo era a suo modo tenero e divertente e in fondo nessuno fino a quel momento mi aveva rotto le palle. Ma, non si sa bene perché, in questi luoghi che dovrebbero essere riservati al marpionaggio omotendente, c'è sempre qualche eterosessuale (e fin qui niente di strano) che si mette in testa di essere nel posto giusto per trovare da ciulare. Così, come ogni santissima volta che ho messo piede in una discoteca gay, mi si avvicina questo col cappello da Gionuèin e incomincia a chiedermi di ballare. Non so ballare. (Ho fatto due anni di disco dance e me ne vanto, ma la mia capacità di sculettare è molto selettiva.) Mi fanno male gli stivali. (Ho girato per le sale fino ad ora e sono in piedi nonostante i Negroski e le Caipirinhe, ma chissà come mai proprio adesso cominciano a farmi male.) Sono lesbica. (La balla più vicina al vero.)

Non c'è nulla che possa scoraggiare questi eroi del Centritalia. Così, un quarto d'ora dopo mi ritrovo a ballare svogliatamente co sto tizio (va detto che una volta l'idea di lasciare una cattiva impressione mi dava molta pena, per cui cadevo come un'allocca nei ricatti di quelli che ti fan passare per sgarbata...) che a un certo punto mi chiede se mi può baciare. Vuoi che alla fin fine il momento *trasgressivo* era pigliato anche a me, acconsento con fare magnanimo, aspettandomi una specie di corteggiamento in punta di labbra, e invece in men che non si dica mi trovo dieci/quindici centimetri di lingua dura come un palo a solleticarmi l'ugola, manco volesse cominciare da lì per il ponci® di cui sopra.

Risultato: magia svanita, mi divincolo come un'anguilla cosparsa di grasso di balena e raggiungo le mie amanti (una coppia di lesbiche) badando bene di farmi trovare abbarbicata alle loro tette qualora avessi incontrato nuovamente il cauboi de niatri.

[Riassunto del preambolo: aaaaaanni fa un tizio in discoteca mi ha abbordata e avendomi baciata in modo sgraziato (leggi: ci mancava poco che mi dicesse "E ora dica trentatrè") la cosa non ebbe seguito alcuno.]

La morale della fava è la seguente: bada a come baci.

Potrei sciorinare una serie di paragoni col bon ton domestico, tipo che infilare due metri di linguainbocca a quel modo è un po' come entrare senza bussare, con uno stereo in spalla e gli 883 a boccia in una stanza dove una virginea pulzella sta riposando in convalescenza, o come bere alla bottiglia a una degustazione di porto. Ma è molto più semplice restare nell'ambito e tenere conto che, come ho detto prima, il bacio è un corteggiamento.

Ora, per fortuna, nel bacio non ci sono regole, altrimenti sarebbe molto più eccitante una quadriglia piuttosto che un bacio ben dato. Col che non escludo quindi che si possa immediatamente passare al profondo. Ma molte donne, tra le quali la sottoscritta, devono essere introdotte ai fluidi corporei con un certo tatto, ivi inclusa la saliva, poiché ne hanno un'ancestrale repulsione - la quale, se tutto va bene, viene superata, ma solo contestualmente alla persona che ha saputo vincerla. Ogni volta si ricomincia da zero.

Per cui il mio consiglio è di iniziare a labbra chiuse.

Dopodiché. La resistenza/fobia iniziale è stata vinta e i petali di questo invitante bocciolo rosso si sono dischiusi (per coloro che avessero cominciato a leggere da qui: stiamo parlando del bacio sulla bocca).

La sua lingua è vostra: allora perché vi state agitando all'interno della sua bocca come un topo in gabbia in preda all'elettroshock? Prendetevela! Avvolgetela, coccolatela, non lasciatela a sé, sostenetela, accompagnatela... la vostra lingua dev'essere morbida e  forte allo stesso tempo. E se pensate che sia impossibile, vi assicuro che non lo è. Se riuscite ad assumere questo dominio sulla vostra lingua, potreste far venire una donna solo baciandola (e non esagero).

Flessibilità.
Truce a dirsi, ma la lingua deve avere le stesse qualità che si possono pubblicizzare in uno spazzolino da denti. Non sentitevi imbarazzati ad esercitarvi sul gelato, giocare con la frutta, e via dicendo. La lingua, al contrario del pene, è sostenuta un muscolo: più viene usata, più si rafforza e diventa agile.

Varietà!
Se ripetete lo stesso movimento ogni sacrosanta volta che baciate, se vi mettete nella stessa postura, a breve la malcapitata comincerà a farsi le unghie o accenderà la TV. Anche se avete trovato un modo di farlo che le piace, non vi sedete sugli allori. Vale la pena di perdere un punto di riferimento pur di non essere prevedibile. E lo stesso per la durata: alternate baci lunghi e passionali a baci corti, bocconi, baci in punta di labbra.

Empatia [canaglia]. Fate caso a quello che sta facendo la partner con la sua lingua, altrimenti è l'analogo di una conversazione in cui parlate solo voi. E' estremamente imbarazzante cercare di tener dietro a uno che fa di testa sua: quando capita, mi vien voglia di sbuffare e comincio a fantasticare anche qui di limette per unghie e telecomandi.

Bando alla parsimonia. Non abbiate paura di sciuparvi: le vostre cellule si rigenerano. Usate tutta la bocca. Apritela fino ai suoi limiti fisici se richiesto, usate i denti (a seconda del gusto della partner, ovviamente), tirate fuori la lingua. E' odioso trovarsi davanti uno squadrone di denti serrati à la 300, per quanto puliti possano essere.

(ça va sans dire, gli stessi discorsi sono altresì applicabili alla controparte femminile: solo che l'esempio di cui al preambolo è difficile che succeda nelle donne - o meglio, finora in genere i baci migliori li ho scambiati con loro; se peccano, semmai, tendono a farlo nell'ultimo punto da me illustrato.)

Sull'alito e sull'igiene non intendo esprimere giudizi. Il fumo di sigaretta è per me abbastanza odioso, il retrogusto di caffé non mi fa impazzire e posso capire che se uno ha da poco vomitato la faccenda si complichi un tantino, ma per il resto se ero sufficientemente presa non ho mai fatto caso a cosa avesse mangiato o da quanto fosse sveglio chi mi baciava... quanto all'alcool, l'ho sempre trovato eccitante in un bacio.


[Si accettano ulteriori suggerimenti e storie di vita baciata onde aiutare a perfezionare la sublime arte del bacio sulla bocca.]
(by deceptionisland)
Categorie: eros, consigli non richiesti

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lunedì, 23 aprile 2007 ore 13:52
Dal momento che tutte le mie password di TN sono in ostaggio presso un marmocchio che di quando in quando ha la brillante idea di andare a dormire alle sette del mattino, e che quindi probabilmente fino alle tre/quattro del pomeriggio non potrò telecomandarlo, mi avvalgo di questo locus per dar sfoggio della mia bellezza mattutina.

Foto 6
(Muccusie', se non alzi le tue chiappe entro un'ora metto una foto delle mie. E faccio un concorso con ricchi premi e cotillons per chi trova le differenze.)
(by deceptionisland)
Categorie: eros

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venerdì, 02 febbraio 2007 ore 00:14
Non so perché, e non lo sa nemmeno lui, ma Lucio prima di presentarsi all'università mi aveva soprannominato pigiamina.
A prescindere dalle sue intenzioni, il pigiama per me è come un asciugamano per un autostoppista spaziale. E' il mio compagno di viaggio di emergenza e credo che sia l'abito che alla fine mi conosce meglio.

Ma soprattutto leviamoci dalla testa l'idea che il pigiama sia antierotico.

Con addosso quella maglina morbida e cedevole, è uno spettacolo l'effetto di sento-non sento quando si è a contatto, magari l'una in braccio all'altro, o abbracciati mentre ci si bacia.
E' una elusiva ombra di protezione e ostacolo, civettuola e facilmente rimuovibile.
Ed è troppo eccitante muovere le mani al di sotto dei pantaloni e della maglia del pigiama, in un ibrido perfetto di libertà di movimento e confine oltre al quale non ti puoi allontanare dalla pelle. E lì in mezzo, tra la stoffa e la pelle, indugia il calore della carne.
E' l'involucro del regalo tanto desiderato. Tra la voglia e la sua consumazione, frappone dei secondi che lo amplificano, si aggiunge a quella dolce tortura volontaria che sono i preliminari. Incastrarsi, incespicare, avvilupparsi. Ma cosa vuoi di più dalla vita?
E poi baciare, accarezzare, graffiare la pelle del partner attraverso la stoffa - non una stoffa rigida e fredda, ma una che pur coi suoi sbuffi di spazio vuoto si adagia docilmente sulla pelle e vi può aderire completamente, e scorre, e dà come l'impressione che sia l'altro, l'oggetto del tuo desiderio, a scorrere sotto la tua bocca e le tue mani, pur rimanendo sempre lì.
Anche baciare la bocca attraverso il pigiama è una sciccheria che pochi sembrano capire.

Non mi resta che lasciare qui una buona notte, e un abbraccio a quelli col pigiama (perché da soddisfazione) e a quelli senza (perché ne hanno più bisogno degli altri).

[Soon on air: Les Copeland - Slide Vamp in D]
(by deceptionisland)
Categorie: eros, manie, consigli non richiesti

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